
Con la nuova serie Reno 10, la famiglia di smartphone di fascia media, Oppo punta sulla capacità di catturare ritratti fotografici tramite un obiettivo tele dedicato abbinato ad algoritmi software per gestire al meglio queste fotografie. Il nuovo Reno 10 Pro, il modello di punta, offre così un comparto fotografico dotato di tutte le lunghezze focali, affiancando il tele con ingrandimento ottico 2X all’obiettivo principale con sensore Sony Imx890 da 50 megapixel e a un’ottica ultra-grandangolare con sensore da 8 megapixel. Una dotazione che viene completata sotto il profilo multimediale dall’ampio display da 6,7 pollici, naturalmente Oled, che supporta lo spazio colore Dci-P3 con un miliardo di sfumature e offre una luminosità di picco di 800 candele per metro quadrato.
Con queste caratteristiche Reno 10 Pro si è rivelato nel corso della prova uno smartphone di fascia media completo tenendo conto del prezzo, fissato ufficialmente a 649 euro ma abbassato in fase di lancio a 585 euro con un bundle che comprende gli auricolari Enco Air 3 Pro. Oppo ha curato molto il design e i materiali usati, che comprendono un vetro con effetto traslucido grigio o viola nella parte posteriore e il vetro Dragontrail Star 2 della società giapponese Asahi Glass Co. al posto del classico Gorilla Glass di Corning, sempre resistente a urti e graffi. Considerata la vocazione fotografica del Reno 10 Pro, Oppo ha ideato un alloggiamento ovale per le tre camere diviso in due sezioni, quella superiore dedicata al grande obiettivo principale in tinta con la cover posteriore e quella inferiore che ospita ultra-grandangolo e tele di colore nero. Nonostante lo spessore di 7,89 millimetri Oppo è riuscita a integrare una batteria da 4.600 mAh che si è dimostrata capace di portare l’autonomia al traguardo della giornata anche in caso di uso intenso con un ampio margine di sicurezza di carica residua. Oppo ha inoltre dotato il Reno 10 Pro del sistema Battery Health Engine capace di garantire una capacità di carica superiore all’80% di quella originale dopo 1.600 cicli di ricarica, pari a circa quattro anni di uso quotidiano, nonostante il sistema di ricarica veloce da 80 Watt, con caricatore compreso nella dotazione, capace di ricaricare completamente la batteria in poco meno di mezz’ora e il 50% in dieci minuti.

Il merito della buona autonomia è da attribuire anche ai consumi energetici contenuti del processore del Reno 10 Pro, uno Snapdragon 778 di Qualcomm, che si è dimostrato nell’uso pratico veloce in ogni situazione, non solo nelle app più comuni utilizzate anche contemporaneamente ma anche per attività molto esigenti in tema di capacità di calcolo come i videogame 3D di ultima generazione, come Genshin Impact, che hanno mostrato anche l’efficacia del sistema di raffreddamento ingegnerizzato da Oppo. Un lieve peggioramento della durata della batteria si è verificato modificando le impostazioni del display per sfruttare al massimo le possibilità offerte, ovvero frequenza di aggiornamento a 120 volte al secondo, luminosità aumentata durante la riproduzione dei video Hdr e spazio colore Dci-P3, senza però pregiudicare il traguardo della giornata d’uso.

La sezione fotografica del Reno 10 Pro si è dimostrata completa e di ottima qualità per un telefono di fascia media, specialmente per i risultati ottenuti dall’obiettivo principale e dalla fotocamera anteriore. Integrata al centro del display, la camera anteriore può contare su un sensore Sony Imx709 da 32 megapixel di risoluzione abbinato a un sistema autofocus e un ingrandimento software 2X che si sono rivelati decisamente efficaci, con selfie sempre nitidi e con colori realistici in ogni scatto. Reno 10 Pro ha mostrato ottimi risultati fotografici anche con la camera posteriore principale, che può contare sull’ampio sensore Sony Imx890 da 50 megapixel abbinato a uno stabilizzatore ottico delle lenti. Rispetto alla serie precedente Reno 10 Pro non dispone del chip MariSilicon X, il processore proprietario di Oppo capace di effettuare 18 trilioni di calcoli in virgola mobile al secondo per elaborare i segnali raccolti dai sensori fotografici attraverso algoritmi di intelligenza artificiale e ottenere così video dai colori perfetti anche in condizioni di luce scarsa, ma ha mostrato di essere capace di registrare foto e video di qualità in ogni circostanza. L’obiettivo tele, che ha una lunghezza focale equivalente di 47 millimetri priva quindi delle inevitabili distorsioni geometriche delle lenti grandangolari che possono deformare leggermente le proporzioni del viso, si è invece dimostrato molto valido in condizioni di luce ideale anche grazie al software di Oppo, che permette di regolare la profondità di campo, ovvero la sfocatura dello sfondo rispetto al soggetto in primo piano, anche in un momento successivo allo scatto, ma la mancanza dello stabilizzatore ottico ha penalizzato la nitidezza delle foto in condizioni di luce scarsa. Buone prestazioni anche per l’obiettivo ultra-grandangolare, sempre utilissimo non solo catturare paesaggi ma anche per le foto e i video in ambienti chiusi. La risoluzione da 8 megapixel è sufficiente per ottenere foto e video dettagliati, mentre la fedeltà cromatica è soddisfacente in condizioni di luce ottimale, specie per le fotografie, mentre tende a peggiorare, come la saturazione dei colori, con luce scarsa. (riproduzione riservata)