Oppo conferma la vocazione per la fotografia di alto livello, anche grazie alla partnership strategica stretta con Hasselblad, oltre a un’autonomia della batteria ora a livelli record.
Il modello top della nuova famiglia, Find X9 Pro, si presenta infatti con un gruppo ottico composto da tre fotocamere tra cui spicca l’obiettivo tele con un sensore di grandi dimensioni (1/1,56 pollici) e una risoluzione nativa di 200 megapixel sviluppato in collaborazione con Hasselblad, che vanta una calibrazione a livello di singolo pixel oltre alla certificazione delle lenti e a un sofisticato sistema di allineamento ottico e una stabilizzazione ibrida del prisma.

Soluzioni che hanno mostrato nel corso della prova tutta la loro efficacia, con immagini nitide e ricche di dettagli anche in condizioni di luce non ideali, e con la possibilità di arrivare a un ingrandimento 6X, il doppio di quello nativo, sfruttando la larghezza del sensore per ottenere una risoluzione nativa di ben 50 megapixel, mentre sfruttando gli algoritmi di intelligenza artificiale di Oppo è stato possibile arrivare sino a un ingrandimento di 13X senza significative perdite di dettagli e a 20X, equivalenti a una lunghezza focale di 470 millimetri nel formato 35 mm, con una buona qualità definizione.
Find X9 Pro può contare inoltre sull’obiettivo principale, con sensore Sony da 1/1,28 pollici e 50 megapixel di risoluzione e un gruppo ottico stabilizzato, capace di catturare in tempo reale tre scatti con differenti impostazioni di esposizione per unirli in un’unica immagine con una gamma dinamica più elevata. Una tecnologia che nel corso della prova si è dimostrata davvero efficace, con immagini di altissima qualità e fedeltà cromatica, merito anche della camera da 2 megapixel dedicata alla sola gestione del punto di bianco, ovvero la temperatura del colore effettiva per riprodurre fedelmente ogni tonalità indipendentemente dall’illuminazione dell’ambiente. I risultati sono eccellenti in ogni situazione, ma specialmente nelle foto in interni o di sera, dove le luci e le zone in ombra sono assolutamente fedeli alla realtà, senza l’irrealistico effetto di illuminazione artificiale che caratterizza alcuni brandi come Samsung.
Oppo ha ottenuto questi risultati anche sfruttando le tecnologie di fotografia computazionale ottimizzando il ciclo di operazioni svolti dai diversi processori, e parallelizzando i compiti per evitare ritardi e garantire bassissimi tempi di latenza allo scatto. Molto utile, in questo senso, anche il pulsante con sensore a scorrimento per la gestione della camera, posto nel lato destro dello smartphone, che permette di gestire gli scatti e anche lo zoom facendo scorrere il dito. Find X9 Pro dispone inoltre della modalità Hasselblad ad alta risoluzione che registra le immagini con una risoluzione di 50 megapixel, occupando circa 11 Mb di memoria, così da poter poi ingrandire o ritagliare le parti desiderate conservando tutti i dettagli.

Oppo ha scelto il processore MediaTek Dimensity 9500, costruito con un processo a 3 nanometri e abbinato a un sistema di raffreddamento avanzato basato su grafene e una camera a vapore più grande del 33% rispetto alla generazione precedente, che si è dimostrato performante in ogni condizione. Abbinato a ben 16 GB di memoria RAM e 512 GB di memoria, Find X9 Pro non ha mostrato alcun rallentamento anche con molte app aperte contemporaneamente e anche nell’esecuzione di giochi impegnativi come Genshin Impact, forte di oltre 30 GB di dati, il gioco è fluido con impostazioni di grafica alta, possibili solo con processori di fascia top.
Le applicazioni si avvalgono anche del grande display da 6,78 pollici di diagonale con una cornice filiforme (1,15 millimetri) e bordo piatto, ideale per poter sfruttare l’intera superficie dello schermo, e caratterizzato da un’ottima fedeltà cromatica grazie alla profondità di colore a 10 bit. Con una luminosità di 1.800 candele per metro quadrato, che diventano 3.600 nel valore di picco, è sempre leggibile anche in pieno sole e integra il sensore per il riconoscimento delle impronte digitali, di tipo ultrasonico 3D, che si è dimostrato veloce e preciso.

Nonostante le prestazioni elevate e l’ampio schermo Find X9 Pro, che ha un prezzo ufficiale di 1.299 euro, ha registrato nella prova un’autonomia record grazie alla batteria da ben 7.500 mAh, con una durata che ha raggiunto i due giorni con un uso moderato e un giorno e mezzo con un utilizzo intenso. La tecnologica a silicio-carbonio adottata da Oppo per la batteria garantisce inoltre prestazioni elevate nel tempo, con l’80% della carica originaria dopo cinque anni di uso quotidiano, che garantiscono così la longevità del Find X9 Pro insieme ai cinque anni di aggiornamenti garantiti e alla certificazione IP69 ad acqua e polvere.
Oppo ha presentato anche Find X9, che si differenzia dal modello top per l’obiettivo tele con sensore da 50 megapixel e obiettivo principale di dimensioni leggermente inferiori, integrando invece lo stesso obiettivo ultra-wide da 50 megapixel con autofocus, molto utile per la qualità delle foto specialmente in condizioni di luce non ideale. Il display ha una diagonale da 6,59 pollici con le stesse ottime caratteristiche di luminosità e profondità di colore, mentre il processore utilizzato è sempre il MediaTek Dimensity 9500 affiancato da 12 GB e 512 GB di memoria.

Find X9, che ha un prezzo ufficiale di 999 euro, ha una batteria da 7.025 mAh e lo stesso sistema di ricarica veloce del Pro, con una potenza massima di 55 Watt tramite porta USB e 50 Watt wireless, ed è basato su ColorOS16, personalizzazione di Android 16 che integra un’interfaccia grafica pensata per semplificare l’uso dello smartphone e sfruttare al meglio le funzioni di AI sviluppate da Oppo, a partire dall’integrazione di Gemini con i dati personali in locale, a tutela della privacy dell’utente. (riproduzione riservata)