OpenAI, la realtà che ha inventato ChatGpt, ha chiuso un accordo con i dipendenti per vendere azioni della società valutandola 500 miliardi di dollari, superando così SpaceX di Elon Musk (ferma a 400 miliardi di dollari) e diventando la startup col maggiore valore al mondo.
Dipendenti ed ex dipendenti di OpenAI hanno venduto 6,6 miliardi di dollari in azioni a investitori tra cui Thrive Capital, SoftBank Group, Dragoneer Investment Group, all’emiratina MGX e a T. Rowe Price, riporta Bloomberg. E ha fatto di conseguenza salire la valutazione della società statunitense ben oltre i 300 miliardi di dollari stimati nell’ultimo round di finanziamento guidato da SoftBank all’inizio dell’anno.
Il mercato corre ancora a investire nei leader della tecnologia AI sulla scommessa che potranno trasformare interi settori e l’economia globale. OpenAI di Sam Altman è una delle società, insieme a Nvidia, che guidano la corsa mondiale alla costruzione di data center e allo sviluppo di servizi di intelligenza artificiale, un’impresa che richiederà costi stimati in trilioni di dollari. Sebbene la startup non abbia ancora generato profitti, sta alimentando una corsa alle infrastrutture siglando mega-accordi con gruppi quali Oracle (Usa) e SK Hynix (Sud Corea).
Secondo quanto riportato da Information all'inizio di questa settimana, il colosso AI ha registrato 4,3 miliardi di dollari di fatturato nella prima metà del 2025, circa il 16% in più rispetto a quanto prodotto in tutto il 2024.
Il risultato arriva in un momento delicato per la società di Altman, impegnata in trattative con Microsoft per trasformarsi in una società for-profit più tradizionale. OpenAI è stata fondata infatti nel 2015 come ente non profit, con l’obiettivo di far progredire l’intelligenza digitale «nel modo più utile all’umanità nel suo complesso».
Sia Altman che Musk, co-fondatori di OpenAI, hanno spesso parlato dei potenziali rischi esistenziali per l’uomo derivanti dall’IA. Tuttavia, i due imprenditori sono poi entrati in conflitto: Musk ha intentato causa per bloccare la trasformazione, accusando OpenAI di aver abbandonato le promesse fatte al momento della fondazione. Secondo Musk, la società avrebbe tradito la missione originaria accettando miliardi di dollari di finanziamenti da Microsoft a partire dal 2019, l’anno successivo alla sua uscita dal board.
OpenAI deve affrontare un mercato sempre più competitivo nell’IA, con i grandi colossi tecnologici che si contendono le migliori risorse. Meta Platforms, ad esempio, ha assunto diversi ricercatori da OpenAI per costruire il nuovo team dedicato alla «superintelligenza», offrendo pacchetti retributivi a nove cifre. Questa cessione di quote sul mercato secondario potrebbe aiutare OpenAI a incentivare i dipendenti a rimanere e a non farsi tentare dalle offerte dei concorrenti ora che la società statunitense è diventata la startup con il valore più alto al mondo. (riproduzione riservata)