«Il prezzo dell’opas di CF+ su Banca Sistema è troppo basso». È il cuore della lettera inviata alla Consob da Tico Capital Management (Tcm), socio dell’istituto sotto opas, per contestare l’offerta da complessivi 144 milioni proposta dalla challenger bank controllata da Elliott.
Tcm è un fondo d’investimento con focus sulle società a piccola e media capitalizzazione ed è uno degli azionisti internazionali, con una quota di oltre l’1%, dell’istituto fondato da Gianluca Garbi. L’opas terminerà il 27 febbraio (salvo proroghe) ed entrambe le banche sono attive nel factoring, il business dei crediti verso la pubblica amministrazione.
Nel mirino di Tcm c’è la valutazione preparata da Equita per il cda di Banca Sistema, in base alla quale i consiglieri indipendenti hanno giudicato congrua l’offerta di CF+ da 1,8 euro per azione, divisi in 1,382 euro in contanti e 0,418 euro tramite azioni Kruso Kapital, la controllata di Banca Sistema nel credito su pegno.
Per il fondo Tcm, invece, i soldi messi sul piatto sottovalutano la challenger bank: lo sconto sarebbe di oltre il 50% rispetto ai competitor, è scritto nella lettera inviata alla Consob e visionata da MF-Milano Finanza. Secondo Tcm i multipli di negoziazione di Banca Sistema non riflettono il valore degli interessi di mora fuori bilancio, né i 103 milioni di euro ottenuti a fine 2025 dal Comune di Catania dopo una sentenza della Cedu. Poi trascurerebbero il miglioramento della redditività dell’istituto.
Il fair value di Banca Sistema, quindi, sarebbe superiore a quello indicato da Equita e pari almeno a 300 milioni di euro. Ragione che ha spinto Tcm a domandare, alla Consob, di divulgare l’analisi completa di Equita, insieme a una chiara spiegazione delle ipotesi chiave applicate nel dividend discount model utilizzato dalla banca d’affari, tra le quali il costo del capitale proprio, i tassi di crescita e i rapporti di distribuzione delle cedole. Il fondo, inoltre, ha scritto una lettera al board di Sistema, chiedendogli di respingere l’offerta di CF+.
Il tema del prezzo dell’opas sarà valutato con attenzione anche dalle fondazioni azioniste di Banca Sistema, ovvero F. Sicilia e F. Alessandria con il 7,4% a testa, e F. Cuneo con il 5%. Gli enti di origine bancaria sperano in un rilancio, che però ad oggi sembra poco probabile visto che CF+ parte dal 24% già consegnato dal ceo Garbi. Senza contare che all’ex Credito Fondiario basterebbe superare il 50% della challenger bank perché l’offerta abbia successo, dato che non mira al delisting.
Sulla valutazione dei soci inciderà anche l’incertezza esistente su Banca Sistema, che a fine 2024 è stata oggetto di un’ispezione di Bankitalia. Via Nazionale ha alzato da 79 milioni a 372 milioni i crediti deteriorati scaduti e ha vietato all’istituto di distribuire dividendi per rafforzare il capitale. Anche per questi motivi il titolo Banca Sistema scambia a un prezzo inferiore a quello dell’opas: il 16 febbraio ha chiuso piatto a 1,64 euro. (riproduzione riservata)