Niente delisting per H-Farm (Egm). I risultati provvisori dell’offerta pubblica di acquisto (opa) promossa dal fondatore Riccardo Donadon, tramite E-Farm, e da Giancarlo Broggian, azionista attraverso Cgn Futuro, non raggiunge il 90% necessario per portare l’incubatore di startup fuori da Piazza Affari: il 18 giugno, ultimo giorno di riapertura dei termini dell’opa, i due soci sono arrivati al 66% del capitale.
E-Farm e Cgn Futuro non hanno legato l’operazione al raggiungimento di una soglia minima, perciò il 25 giugno pagheranno le azioni portate in adesione. Il delisting, secondo fonti finanziarie, potrebbe essere solo rimandato: E-Farm e Cgn Futuro si rafforzeranno nel capitale di H-Farm e, se in futuro sottoscrivessero un nuovo aumento di capitale diluitivo (non improbabile, visto il modello capital intensive di H-Farm), il 90% potrebbe non essere irraggiungibile. Al momento, però, non sembrano essere in programma altre ricapitalizzazioni dopo quella, da quasi 8 milioni, di febbraio.
Donadon e Broggian proponevano agli altri azionisti un corrispettivo di 0,15 euro, che riconosceva un premio del 33% rispetto alla chiusura del 22 febbraio 2024, ultimo giorno di borsa aperta prima dell’annuncio dell’opa, ma uno sconto di circa il 20% rispetto al prezzo ufficiale ponderato degli ultimi 12 mesi. Secondo fonti finanziarie, il prezzo sarebbe stato comunque in linea con il sentiment del mercato sul titolo, che dall’ipo nel 2015 ha perso oltre l’80%.
Il tentativo di Donadon e Broggian è nato dalla volontà di consentire a H-Farm, che negli ultimi anni si è riposizionata nel campo della formazione, di operare con maggiore flessibilità. Senza i fari del mercato puntati addosso in una fase di evoluzione.
Il numero degli studenti iscritti alle lauree attive nel campus di H-Farm a Venezia è cresciuto del 20% nell’anno accademico 2023/2024, mentre gli alunni in boarding alla H-Farm International School sono aumentati del 40%. Costruire scuole e campus, però, costa.
L’ultima relazione semestrale della società ha registrato un valore della produzione pari a 19,1 milioni di euro (+2,8% rispetto al primo semestre 2023), con un ebitda negativo per 2 milioni e una perdita netta di 4,2 milioni al 29 febbraio 2024 (H-Farm chiude il bilancio il 31 agosto). Nei primi sei mesi del 2023 il rosso era stato di 3,2 milioni.
«Le nostre perdite sono, in realtà, investimenti», aveva detto il ceo Donadon a MF-Milano Finanza a gennaio. Ma la borsa premia marginalità e utili costanti, un modello diverso da quello dei venture builder come H-Farm che investono aspettando di ripianare il rosso (e guadagnare) con grosse exit.
Il mercato dell’apprendimento digitale sembra però promettente: secondo un report di Klecha&Co potrebbe superare i 400 miliardi di dollari con un tasso di crescita annuo composto (cagr) 2018-2025 del 600% per l’apprendimento guidato dall’intelligenza artificiale. «Questo settore rappresenta una delle aree più dinamiche e promettenti per il venture capital, con un notevole aumento degli investimenti negli ultimi anni», conferma Attilio Mazzilli, partner di Orrick ed esperto di tech e venture capital. «Il mercato sta vivendo una fase di crescita, spinta dalla crescente domanda di soluzioni di apprendimento a distanza e personalizzate, nonché dall'evoluzione delle tecnologie digitali».
(riproduzione riservata)