Secondo Olli Rehn, governatore della Banca centrale della Finlandia e membro del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, Francoforte potrebbe ridurre tagliare ancora i tassi, anche in maniera più importante.
«La situazione di incertezza a causa della geopolitica e delle guerre commerciali impone massima apertura mentale», ha spiegato Rehn a Bloomberg, sottolineando come le condizioni di finanziamento si siano irrigidite con effetti concreti sui rischi di crescita.
«È fondamentale mantenere piena libertà d’azione», ha detto Rehn, sottolineando che la Bce non deve porsi limiti su tassi «neutrali» o escludere a priori tagli più consistenti. «Questo è il momento per una politica monetaria attiva e agile».
Dopo il settimo taglio consecutivo dei tassi sui depositi (oggi al 2,25%), i mercati prevedono almeno altri due tagli da 25 punti base entro fine anno. I mercati hanno aumentato le scommesse di recente su ulteriori interventi, prezzando una probabilità del 92% per un taglio di un quarto di punto già nella riunione di giugno e una probabilità del 64% per un terzo taglio entro dicembre.
Un elemento chiave per la decisione di giugno sarà rappresentato dalle previsioni aggiornate su crescita e inflazione. A marzo, l’inflazione era attesa all’1,9% nel 2025 e al 2% nel 2026.
Se a giugno la nuova stima dovesse scendere sotto il target del 2%, «la risposta corretta sarà un ulteriore taglio dei tassi», ha aggiunto Rehn.
Se l’inflazione rimanesse in linea con l’obiettivo, Rehn sostiene che non ci sono forti argomenti per interrompere il ciclo espansivo, viste le condizioni finanziarie più restrittive e la debolezza della crescita, anche a causa delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.
Un taglio più ampio, da 50 punti base, non è ancora formalmente all’ordine del giorno, ma è stato discusso nell’ultima riunione di aprile, e resta una possibilità qualora l’inflazione dovesse scendere ulteriormente o la crescita deteriorarsi.
Rehn ha commentato positivamente l’aumento degli investimenti nella difesa comune europea, pur precisando che tali misure avranno impatti limitati sull’inflazione nel medio termine. Ha inoltre elogiato l’iniziativa di Bruxelles per la proposta di accordo commerciale «zero contro zero» con gli Stati Uniti, ritenendola utile per rafforzare la posizione negoziale europea. (riproduzione riservata)