Il viaggio delle Olimpiadi di Milano Cortina «è iniziato otto anni fa e si concluderà tra 10-15 anni grazie alla visibilità che le località hanno ottenuto grazie ai Giochi e al lascito infrastrutturale». Insomma «si è piantato un seme importantissimo che comunità e territori devono saper innaffiare per far crescere una pianta con solide radici». Lo ha sottolineato a MF-Milano Finanza Alessandro Morelli, sottosegretario responsabile del Cipess nonché ex viceministro delle Infrastrutture con delega alle Olimpiadi durante il governo Draghi.
Domanda. A parte il record di medaglie, perché le Olimpiadi di Milano Cortina possono essere considerate un successo?
Risposta. I numeri definitivi sono ancora in fase di valutazione ma si parla di circa 2 milioni di visitatori e 3 miliardi di persone raggiunte a livello globale. Si sono superate le attese, come confermano alcuni main sponsor. La sorpresa é l’enorme successo nel mercato americano, ma si sono anche registrate nazionalità - come australiani, cinesi e sudcoreani - meno associate alle nostre località invernali. Turisti che si trasformeranno nei migliori ambasciatori possibili dell’Italia nel mondo anche per il funzionamento senza intoppi dell’organizzazione, riconosciuto anche dal Cio.
D. La diffusione sul territorio dei Giochi avrà un impatto più ampio?
R. Sicuramente aver organizzato i primi Giochi olimpici diffusi ha rappresentato una difficoltà in più, soprattutto a livello di sicurezza. Il merito va al ministero degli Interni, che coordinandosi con le prefetture è riuscito a garantire lo stesso livello di sicurezza nelle grandi città e nei piccoli centri. Allo stesso tempo però il fatto di aver coinvolto 22 chilometri quadrati di territori nell’organizzazione dei Giochi ha permesso di fare la differenza in un’ampia area del Paese. Tanto che alla luce di 3,4 miliardi di investimenti pubblici ci attendiamo un impatto complessivo di 5 miliardi, di cui 1,1 di spesa immediata sui territori e 3 di valore delle infrastrutture che rimarranno ai territori. Per fare un esempio, sono state riqualificate ben dieci stazioni in piccoli centri assicurando alle rispettive comunità importanti punti di connessione.
D. Per Milano si parla di un impatto di 2,5 miliardi con un aumento del pil dell’1,7% grazie ai Giochi…
R. Tutto è iniziato proprio da Milano. Nel senso che a dieci anni dalla fine dell’Expo 2015 con il ministro Giorgetti abbiamo pensato che servisse una nuova vetrina internazionale al capoluogo lombardo. L’auspicio è che rispetto all’Expo l’amministrazione locale sia capace di trasformare la ricchezza generata dai Giochi in benefici diffusi per la città. Così che Milano, pur rimanendo meta prediletta di investimenti internazionali, riesca a ridimensionare il costo della vita altissimo attuale trasformandosi da place to see a place to be, anche per chi la vive e ne viene espulso.
D. Restando sulle opere infrastrutturali cruciali, come procede la risposta ai rilievi della Corte dei Conti?
R. Il Cipess non è direttamente interessato in questa fase perché ai rilievi della Corte dei Conti devono rispondere Mase e Mit. Noi facciamo da coordinatori e saremo chiamati, una volta trovata una quadra, a predisporre una nuova delibera sull’infrastruttura. Va sottolineato che sono in corso interlocuzioni costruttive con l’Europa, perché è interesse tanto dell’Ue - che ha inserito il Ponte sullo Stretto tra le sue priorità strategiche del corridoio Scandinavia e Mediterraneo (Tent-T) - quanto dell’Italia, che vuole così rendere la Sicilia una piattaforma logistica naturale. I nodi da sciogliere sono l’aumento del 50% dei costi e il rispetto dei vincoli ambientali dell’opera. (riproduzione riservata)