Cinquanta milioni di euro, seimila operatori delle forze dell’ordine, cinque zone rosse, una no-fly zone e un apparato tecnologico senza precedenti: Milano Cortina 2026 si prepara a diventare un modello di sicurezza per grandi eventi sportivi.
Per la prima volta in Italia, la gestione dei Giochi invernali integra in modo strutturato prevenzione sul campo, intelligence e cybersicurezza, con una control room operativa 24 ore su 24 per monitorare l’intera rete e proteggere infrastrutture strategiche, dai trasporti alle centrali operative.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato l’impiego di seimila agenti: 3.200 della Polizia di Stato, 1.970 dei Carabinieri e 838 della Guardia di Finanza. La distribuzione territoriale della polizia coprirà tutte le province sedi di gare e impianti olimpici, con rinforzi dedicati a reparti mobili, prevenzione crimine, Digos, stradale, Polfer, frontiera, immigrazione e scorta di personalità.
L’operazione coinvolgerà anche unità specialistiche: 68 agenti sciatori, 22 artificieri antisabotaggio e 16 tiratori scelti. L’antiterrorismo presidierà possibili azioni dimostrative e manifestazioni di piazza, mentre la conferma dell’arrivo dell’Ice e delle relative proteste ha imposto particolare attenzione alle cerimonie di apertura.
Gli agenti dell’Ice si coordineranno con le forze dell’ordine italiane, ma lo faranno dall’interno di una sala operativa allestita al Consolato di Milano e il loro supporto riguarderà esclusivamente la protezione di atleti e delegazioni statunitensi, consultando anche le banche dati. Una conferma della loro presenza in Italia che ha scatenato polemiche dall’opposizione, tanto da indurre il governo a riferire sul caso con un’informativa - da parte del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi - il prossimo 4 febbraio alla Camera.
Per proteggere siti e aree sensibili, dal 6 al 22 febbraio saranno attive cinque zone rosse in città, tra cui piazza Sempione, l’Ice park a Rho, il Villaggio olimpico e il Forum di Assago. In queste aree sarà vietato l’accesso a soggetti con precedenti specifici.
Un capitolo innovativo riguarda la tecnologia e la cybersicurezza. Oltre alla no-fly zone e ai droni per il controllo aereo, saranno utilizzati robot e cani robotizzati per ispezioni e rilevazioni in aree difficili. Il governo ha stanziato 30 milioni di euro per ordine pubblico e prevenzione del terrorismo, più 13 milioni per supporto logistico delle forze armate e 2,8 milioni per l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, che opererà dalla nuova control room.
Il monitoraggio riguarderà non solo i siti olimpici ma anche infrastrutture critiche come ferrovie e autostrade, per prevenire azioni dimostrative analoghe a quelle registrate in Francia prima delle Olimpiadi di Parigi. In quell’occasione, blocchi e sabotaggi avevano interrotto il traffico ferroviario ad alta velocità; a Milano Cortina ogni sistema strategico sarà sotto sorveglianza continua. (riproduzione riservata)