Il Salone del Mobile batte le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina. In tema di affitti brevi, il più atteso evento sportivo del 2026 si sta rivelando un flop secondo i dati delle associazioni di settore come Aigab. Chi si aspettava un exploit al pari di quello del Salone è rimasto deluso perché il turismo olimpico si sta riversando sugli hotel. C’è chi accusa i prezzi troppo alti, nonostante le tariffe degli affitti brevi siano rimaste lontane dai picchi del Salone del Mobile, che pure registra percentuali di occupazione più alte. Secondo l’analisi dello studio legale Bird & Bird, se «si registra appena un 30% di prenotazioni rispetto all’offerta», è colpa di un mix di fattori: zone d’ombra normative, costi crescenti e un aumento delle difficoltà organizzative e gestionali.
«La normativa sugli affitti brevi si è fatta più stringente», spiega Giuliana Polacco, partner Tax dello studio, a MF-Milano Finanza. «Per esempio è stato introdotto l’obbligo di Cin, Codice Identificativo Nazionale, per ogni annuncio, la cedolare secca è al 26% rispetto al 21% sulla prima casa, e dal terzo appartamento è necessario aprire la partita Iva». Nel caso di Milano poi la tassa di soggiorno è salita a 9,5 euro al giorno e le key box esterne sono vietate per ragioni di sicurezza». Per Bird & Bird tutti i paletti rallentano l’attività delle piattaforme e così le Olimpiadi 2026 (qui i costi e il piano per la sicurezza) sono diventate un banco di prova per le nuove regole volute dal governo.
«La manovra 2026 ha cambiato la normativa sugli affitti brevi per far emergere il sommerso e regolamentare il mercato», continua Polacco. «Obiettivi condivisibili, ma senza chiarimenti su questioni pratiche si può creare incertezza tra i proprietari e gli intermediari che gestiscono le piattaforme di prenotazione.
La posizione di questi ultimi è particolarmente critica: hanno l'obbligo di applicare la ritenuta fiscale sui corrispettivi e di verificare la qualifica del proprietario per il corretto trattamento fiscale. Ma non è chiaro come possano assicurarsi che i dati forniti dai locatori siano corretti». La qualifica di attività imprenditoriale, per esempio, scatta con la fornitura di servizi aggiuntivi indipendentemente dal numero di immobili. «A questo punto è urgente che l'Agenzia delle Entrate fornisca risposte operative concrete a proprietari e intermediari, anche per evitare contenziosi e sanzioni». (riproduzione riservata)