Le navi di bandiera italiana possono tornare a operare nei maggiori scali marittimi di Israele. Lo ha annunciato Edoardo Rixi, deputato e vice ministro al Mit: «Il Comitato interministeriale per la sicurezza marittima ha deliberato all'unanimità la riapertura, in sicurezza, alle operazioni commerciali per le navi italiane nei porti israeliani di Ashdod ed Eliat che riprendono l'attività aggiungendosi a quello di Haifa, già operativo. La decisione permetterà agli operatori di tornare in porti strategici per gli scambi commerciali del Paese: Haifa, ad esempio, è uno dei terminali logistici della nuova via del cotone. Una boccata di ossigeno per i nostri armatori e per i porti nazionali collegati agli scali israeliani».
Il tema è particolarmente sentito dagli armatori perché i limiti alla navigazione imposti per ragioni di sicurezza dalla Marina Militare e dal Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera hanno un impatto diretto sulla competitività del naviglio impiegato in alcuni specifici traffici e trade. Limiti che tanto più pesano se altre bandiere comunitarie impongono vincoli e limitazioni meno stringenti, diventando così fattori competitivi favorevoli o sfavorevoli per chi opera mezzi di trasporto navali al servizio di particolari mercati.
In occasione del Comitato interministeriale per la sicurezza marittima tenutosi ieri a Roma sono stati forniti alcuni numeri aggiornati sull'effetto della crisi nel Mar Rosso sul traffico marittimo riconducibile a navi di bandiera italiana. Il periodo preso in esame è quello che va dal 7 ottobre 2023 (giorno dell'attacco di Hamas a Israele) al 20 gennaio 2024 comparato con lo stesso arco temporale di dodici mesi prima. Per ciò che riguarda il traffico marittimo dal Capo di Buona Speranza i transiti di navi sono saliti del 31% raggiungendo quota 5.567; di questi 22 hanno riguardato navi di bandiera italiana (rispetto ai 22 di un anno prima). Nel periodo 20 gennaio 9 febbraio di quest'anno i transiti complessivi sono stati 1.947 (in netta salita rispetto ai 1.098 di dodici mesi prima) e quattro sono state le navi italiane impiegate su quella rotta. Per ciò che riguarda i flussi di navi che circumnavigano l'Africa (evitando Mar Rosso e Canale di Suez) un approfondimento è stato dedicato alle imbarcazioni che si dirigono verso i porti del Mediterraneo: dal 7 ottobre al 20 gennaio scorso 319 sono state le navi tracciate (+16%) e di queste 17 si sono dirette verso scali italiani (+183%). Limitatamente al periodo 20 gennaio - 12 febbraio 2024 sono state 208 le navi arrivate nel Mediterraneo dopo aver doppiato il Capo di Buona Speranza (+47%) e 7 quelle dirette verso i porti italiani (ovviamente un anno prima, quando il Mar Rosso era sicuro, non se ne contava nessuna). Nel complesso, dunque,nel periodo 7 ottobre - 12 febbraio si è assistito a un incremento medio del 26,6% del traffico verso il Mediterraneo e del 300% verso i porti italiani.
Un ultimo approfondimento è stato infine dedicato al flusso di navi che hanno attraversato lo stretto di Bab el Mandeb nel periodo compreso fra il 20 gennaio e il 9 febbraio scorso (sempre rispetto a un anno prima): i transiti complessivi sono stati 887 (-52%) e 5 quelli di bandiera italiana (-50%). (riproduzione riservata)