Ordini complessivi a 105 miliardi di euro, ricavi cumulati a 95 miliardi e redditività a doppia cifra, del 10% nel 2026 e dell’11,5% nel 2028, e raddoppio del flusso di cassa a 1,35 miliardi, questi i principali obiettivi del piano industriale 2024-2028 presentato da Leonardo che punta alla «trasformazione del modello di business: da difesa a sicurezza con un'evoluzione tecnologica che prevede una massiva digitalizzazione, interoperabilità dei domini e intelligenza artificiale». A detta dell’ad, Roberto Cingolani, il piano industriale «ha definito la strategia per sbloccare il potenziale di crescita del business di Leonardo, portando il gruppo a raggiungere una forte crescita nella top line, una redditività a doppia cifra entro il 2026 e raddoppiare il flusso di cassa operativo entro la fine del piano». Obiettivi che saranno raggiunti, ha spiegato il ceo, attraverso una massiccia digitalizzazione e razionalizzazione di prodotti e servizi, iniziative di efficienza e riduzione dei costi, mirando a 1,8 miliardi di euro di risparmi lordi nell'orizzonte del piano, e la crescita inorganica. D’altra parte, ha concluso Cingolani, «lo scenario geopolitico mondiale impone un nuovo paradigma della sicurezza globale, dove vogliamo giocare un ruolo proattivo nell'evoluzione dell'industria europea della difesa».
Solo per il 2024 Leonardo ha previsto ricavi a 16,8 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 16 miliardi del 2023 e oltre la stima del consenso a 16,1 miliardi, un ebita di 1,44 miliardi (1,39 miliardi il consenso) dagli 1,326 miliardi dell'anno scorso e nuovi ordini in aumento per circa 19,5 miliardi, oltre la stima del consenso a 18,2 miliardi, trainati soprattutto dal settore dell'Elettronica per la Difesa e Sicurezza e dal recupero del settore Aeronautico. Il free operating cash flow è stimato a 770 milioni mentre il debito netto è visto calare a circa 2 miliardi di euro a fine esercizio. Il gruppo ha chiuso il 2023 con un risultato netto ordinario in crescita del 6,5% a 742 milioni. Il risultato netto si è attestato 695 milioni, in calo del 25,4% rispetto al 2002, quando il dato rifletteva la plusvalenza realizzata dalle cessioni dei business Global Enterprise Solutions e Advanced Acoustic Concepts di Leonardo Drs. Gli ordini sono cresciuti del 3,8% a 17,9 miliardi e i ricavi di pari passo (+3,9%) a 15,3 miliardi. L’ebita è ammontato a 1,29 miliardi (+5,8%). Quanto al free operating cash flow è balzato del 17,8% a 635 milioni grazie anche alla politica disciplinata di costi e di investimento. L'indebitamento netto è così sceso a quota 2.323 milioni, -23% rispetto ai 3,016 miliardi del 2022. Il cda ha, quindi, proposto all'assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo raddoppiato rispetto al 2022 pari a 0,28 euro per azione. (riproduzione riservata)