Nvidia, colosso dell'AI, cede quasi il 7% nel pre market di Wall Street a 105,12 dollari e manda in rosso i futures sul Nasdaq (-2,2%). Il gruppo Usa ha comunicato martedì nella tarda serata che prevede oneri per 5,5 miliardi di dollari nei prossimi risultati finanziari del primo trimestre, relativi ai microchip H20.
L’annuncio segue la decisione del governo statunitense di imporre licenze per l’esportazione del chip H20 verso la Cina, inclusi Hong Kong e Macao. La comunicazione di Nvidia arriva il giorno dopo che il gruppo ha annunciato un investimento di 500 miliardi di dollari per produrre super computer AI interamente negli Stati Uniti.
Mercoledì le azioni di Hong Kong viaggiano in deciso calo (-2,5%), appesantite dalle vendite sui maggiori acquirenti di chip di intelligenza artificiale: Alibaba cede il 5%, mentre Baidu e Tencent perdono entrambi il 3%.
Il governo del presidente Donald Trump ha comunicato a Nvidia il 9 aprile che sarà necessaria una licenza ad hoc per esportare i circuiti integrati H20, così come ogni altro circuito con capacità di memoria simili. Gli Stati Uniti ritengono la mossa necessaria per affrontare il rischio che i chip H2O siano utilizzati in «un supercomputer in Cina».
La misura serve per prevenire il potenziale utilizzo o la diversione di questi prodotti nei super computer cinesi. Il 14 aprile è stato chiarito che questo requisito di licenza rimarrà in vigore a tempo indeterminato.
Nvidia prevede che il primo trimestre fiscale 2026, che termina il 27 aprile 2025, rifletterà l’impatto finanziario di queste nuove restrizioni all’esportazione. Gli oneri sono calcolati in 5,5 miliardi di dollari e derivano dai prodotti H20 che sono ora soggetti ai requisiti di licenza del governo statunitense. Il microchip H20 è famoso in Cina, perché il paese non poteva accedere ai chip AI più potenti a causa delle restrizioni precedenti. (riproduzione riservata)