Il titolo Nvidia sale del 4,9% nel pre-market di Wall Street dopo i conti oltre le attese, segnando un guadagno del 17,4% negli ultimi dodici mesi. Il colosso dei chip per l’AI ha avvisato però che il mercato cinese è troppo grande e ormai troppo avanti sulla ricerca tecnologica da pensare di isolarlo. Un avvertimento chiaro al presidente Usa, Donald Trump, che ha alzato i dazi sulla Cina fino al 145% per poi sospenderli per tre mesi.
Nvidia ha superato le attese del mercato nel primo trimestre 2025, registrando un aumento del 73% nel segmento dei data center, cuore pulsante della sua offerta di chip per intelligenza artificiale.Il colosso californiano ha riportato ricavi per 44,06 miliardi di dollari, superando le previsioni di Wall Street (43,31 miliardi), mentre l’utile per azione si è attestato a 96 centesimi, contro i 93 centesimi previsti.
Tuttavia, l’outlook per il trimestre in corso è cauto: Nvidia prevede ricavi attorno a 45 miliardi di dollari, sotto delle aspettative degli analisti (45,9 miliardi), a causa delle restrizioni imposte dagli Stati Uniti all’export verso la Cina.
Nvidia avrebbe registrato ulteriori 2,5 miliardi di dollari nel trimestre appena concluso se non fossero intervenute le limitazioni all’esportazione del chip H20 destinato al mercato cinese. Inoltre, il gruppo ha registrato 4,5 miliardi di dollari in costi legati all’eccesso di inventario causato dallo stop dell’H20. Se non fosse stato per questi fattori, il margine lordo sarebbe salito al 71,3% anziché fermarsi al 61%.
Durante la conference call con gli investitori, il ceo Jensen Huang ha dichiarato che il mercato cinese da 50 miliardi di dollari per i chip AI è oggi «effettivamente chiuso all’industria americana», una perdita che definisce “critica” per l’intero settore tecnologico Usa.
Nel trimestre, il segmento data center — che include Gpu per AI, sistemi di rete e supercomputer — ha generato 39,1 miliardi di dollari, rappresentando l’88% del totale dei ricavi. Quasi la metà di questa cifra proviene da hyperscaler come Amazon, Microsoft e Google, mentre 5 miliardi derivano dalle soluzioni di networking, fondamentali per connettere cluster di chip AI.
Il gaming, storico core business di Nvidia, ha comunque registrato una crescita annuale del 42% a 3,8 miliardi, trainata anche dalle vendite legate alla nuova Nintendo Switch 2. Anche automotive e robotica sono cresciuti del 72% (567 milioni), mentre la divisione di visualizzazione professionale ha toccato i 509 milioni (+19%). Nvidia ha inoltre acquistato azioni proprie per 14,1 miliardi e distribuito 244 milioni in dividendi.
In un’intervista a Bloomberg, Huang ha avvertito che concorrenti cinesi come Huawei stanno colmando rapidamente il divario tecnologico, sfruttando l’assenza forzata dei fornitori statunitensi. Il chip AI di Huawei, secondo Huang, offre prestazioni comparabili all’H200 di Nvidia, fino a poco tempo fa uno dei più avanzati al mondo. Huawei, società tech cinese inserita nella lista nera del governo statunitense, è diventata «davvero formidabile», ha sottolineato Huang.
I colossi cinesi come Tencent, ha aggiunto il ceo, non hanno altra scelta che cercare alternative locali, vista l’impossibilità di acquistare prodotti Nvidia a causa dei limiti imposti dall’amministrazione Trump all’export di chi avanzati in Cina. «Stanno raddoppiando o quadruplicando la loro potenza computazionale ogni anno», ha aggiunto. Nvidia non ha attualmente un chip alternativo all’H20 in sviluppo per il mercato cinese.