Quello di Sakarya è il più grande giacimento di gas naturale dolce in Turchia, nel mar Nero, che alimenta l'impianto di trattamento del porto di Filyos, sulla costa turca. Ebbene l’italiana Saipem ha ottenuto un contratto, dalla durata di tre anni, da Turkish Petroleum Otc per la terza fase del progetto di sviluppo, dopo che nel 2023 si è aggiudicata un lasciapassare per la seconda fase.
La commessa vale 1,5 miliardi di dollari (1,27 miliardi di euro al cambio attuale). E il titolo Saipem a Piazza Affari vira al rialzo e strappa un +1,38% a 2,359 euro, anche perché, come ha rivelato l’ad, Alessandro Puliti, la oil service è molto vicina al riavvio del progetto per il terminal di gas naturale liquefatto in Mozambico con Totalenergies.
Il progetto in Turchia prevede la costruzione di una nuova unità galleggiante di produzione situata al largo e alimentata da 27 pozzi distribuiti nei campi di Sakarya e Amastra, collegati tramite una trunkline all’impianto di terra che si trova a Filyos. La società dovrà costruire 8 flowline rigide (cioè condutture) e una gas export pipeline lunga 183 chilometri e larga 24 pollici, da installare a una profondità massima di 2.200 metri. La campagna offshore verrà condotta nel 2027 dalla nave posatubi Castorone del gruppo italiano.
Nel comunicato si legge che Saipem ha completato «con successo la prima fase del progetto di sviluppo del campo di Sakarya, assegnatole nel 2021, e sta ultimando le attività relative alla seconda fase aggiudicata nel 2023». Con la firma di questo nuovo contratto, il gruppo consolida ulteriormente la sua presenza in Turchia e il suo coinvolgimento in un progetto strategico che contribuisce all'indipendenza energetica del Paese. (riproduzione riservata)