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Nuove rotte nei trasporti

SEMPRE PIÙ OPERATORI PREFERISCONO PUNTARE SU FORNITURE IN LOCO

Nuove rotte nei trasporti

di Nicola Capuzzo
25 giugno 2021, 11:52 Ultimo aggiornamento: 12:02

È il caso di Maire Tecnimont e Saipem, spinte dalla scarsità di stiva sulle navi e dal rincaro dei noli. La situazione non sembra destinata a migliorare a breve

La scarsa disponibilità di stiva rispetto alla domanda di spedizioni di merci via mare sta imponendo piccole rivoluzioni alle catene logistiche delle grandi imprese, anche italiane. Rivedere strategie di approvvigionamento e mercati di acquisto, pianificare con maggiore anticipo le spedizioni, selezionare i partner più affidabili e preparati, ridurre al massimo l’esposizione ai rischi correlati al trasporto via mare sono alcune delle contromisure che caricatori e stakeholder dello shipping hanno concordato come necessarie durante un confronto organizzato dalla sezione Logistica, Trasporti e Spedizioni di Animp (Associazione nazionale di impiantistica industriale). «Mancano i container vuoti, mancano le navi e per questo dobbiamo fare i conti con l’impossibilità di spedire i carichi. Negli ultimi mesi la situazione è perfino peggiorata, al punto che al momento non si riescono a dare ai clienti né tempistiche né certezza di imbarcare le merci se non con tempi molto dilazionati», ha detto Marco Caruana della società di spedizioni Multilogistics. «Le evidenti criticità del trasporto marittimo su alcuni trade dovrebbero indurre un cambiamento degli acquisti da parte delle aziende, a sfavore delle esportazioni cinesi ad esempio», ha aggiunto Ignazio Messina, ad dell’omonima shipping company genovese, «un cambiamento che però ancora non vediamo».

In realtà, secondo alcuni grandi operatori intervenuti al webinar di Animp, qualcosa è già avvenuto: «proprio a causa della situazione del trasporto marittimo, ovvero rincaro dei noli e scarsa disponibilità di stiva al punto che non si trovano navi per i prossimi due mesi, abbiamo deciso di modificare i nostri approvvigionamenti per un progetto vicino San Pietroburgo», conferma Massimo Naldini, responsabile della logistica di Maire Tecnimont. «Il risultato è che di una fornitura da 7.000 tonnellate di tubi che normalmente avremmo acquistato in Sud Corea abbiamo preferito farne arrivare a San Pietroburgo più di metà dall’Italia. E abbiamo fatto bene visto che ancora oggi aspettiamo dalla Corea alcuni ordini aggiuntivi di tubi fatti nei mesi scorsi». Il tema prezzi resta però pressante. Il nolo per spedire via mare un container dall’Estremo Oriente a San Pietroburgo era di 1.400 dollari un anno fa, di 7-8.000 dollari ad aprile e ora di 14 mila dollari. «Per questo in futuro spingeremo ancor di più sulla localizzazione delle forniture comprando il più possibile vicino al luogo dove sorgerà il progetto a cui lavoriamo. Le forniture locali avranno sempre più valore», aggiunge Naldini.

Ma per Lino Papetti, a capo della divisione logistica di Saipem il vero problema non è il rialzo dei costi, «ma non avere certezze sui noli. Rischiamo di fare budget che non possiamo rispettare e questo rende difficile competere con altre aziende, anche asiatiche». L’auspicio è che si stabilizzino non solo i noli per il trasporto via mare, ma tutta la supply chain. Anche Saipem «sta cercando di localizzare il più possibile gli approvvigionamenti vicino ai luoghi di installazione e infatti i contratti prevedono sempre più forniture locali per le consegne via camion o via treno, evitando per quanto possibile il trasporto marittimo», ha proseguito Papetti.

Quanto al trasporto marittimo di impiantistica e macchinari «anche il settore dell’eolico si è messo in moto negli ultimi mesi, contribuendo ad assorbire molta della stiva disponibile, anche perché è un mercato che paga bene», ha spiegato Adolfo Herrero, general manager Kestrel Italia. Per Herrero servono più programmazione a lungo termine e meno corsa al ribasso sui prezzi, spingendosi a prevedere che «il prossimo anno il mercato potrebbe essere più stabile, trovando da solo un nuovo equilibrio quando ci sarà più stiva disponibile anche grazie all’arrivo di nuove navi ordinate o in costruzione». In ogni caso occorre «fissare navi e viaggi in anticipo: oggi l’armatore con tante navi può rappresentare un vantaggio perché offre più soluzioni in termini di tempi e luoghi», suggerisce Matteo Fortuna, executive managing director di Bbc Chartering, «Noi ogni mese fissiamo 20-30 navi break bulk ed è già tutto sold out fino a tutte luglio. Non aspettatevi quindi un ribasso dei noli nei prossimi mesi».

(riproduzione riservata)



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