skin track

Il Ddl Concorrenza cambia la norma sulle banchine in concessione

Nuove regole per i porti

pagina a cura di Nicola Capuzzo
MF - Numero 219 pag. 21 del 05/11/2021

Nel frattenpo gli scali mostrano di tenere botta di fronte alla crisi. Da Fedespedi i dati che indicano quanto guadagnano gli 11 maggiori terminal container italiani

Novità importanti per le società concessionarie dei terminal portuali con l'approvazione in Consiglio dei Ministri del Ddl concorrenza. È stato infatti riscritto l'articolo 18 della legge n.84/1994 (mai del tutto attuato per la mancanza del Regolamento sulle concessioni) aprendo ad esempio alla possibilità per un concessionario di detenere nella stessa Autorità di sistema portuale due terminal con medesima destinazione d'uso. Vietata dal '94 per evitare posizioni di mercato dominanti e favorire la concorrenza intra-portuale, oggi, tra consolidamento degli operatori, gigantismo navale e integrazione verticale delle compagnie di navigazione, è considerata una previsione superata, tanto che già un anno fa nel porto di Genova era stata approvata la maxi fusione fra i due terminal container dello scalo: Sech e Psa Genova Prà. Il primo comma del nuovo articolo 18 potenzia poi autonomia e responsabilità delle singole Autorità di sistema portuale nel rilascio delle concessioni e nell'eventuale mantenimento di banchine pubbliche. Il Governo è intervenuto anche per chiarire modalità e condizioni di rilascio delle concessioni: le port authority dovranno predeterminare un canone e pubblicare un avviso garantendo condizioni di concorrenza effettiva. Gli avvisi devono definire in modo chiaro, «i requisiti soggettivi di partecipazione e i criteri di selezione delle domande, nonché la durata massima delle concessioni. Gli avvisi devono, altresì, indicare gli elementi riguardanti il trattamento di fine concessione, anche in relazione agli eventuali indennizzi da riconoscere al concessionario uscente». Eliminato poi ogni riferimento a «canoni minimi» e «modalità di rinnovo», così come, rispetto alle indicazioni fornite pochi mesi fa al Parlamento dall'Agcm, l'esecutivo ha preferito (secondo quanto risulta dalla bozza del testo entrata in Consiglio dei ministri per il voto) non inserire in questa legge il delicato tema dell'autoproduzione. Si tratta della volontà delle compagnie di navigazione di internalizzare, affidandole ai propri lavoratori a bordo, attività e funzioni sul carico (tipo rizzaggio e derizzaggio) che verrebbero così sottratte ai portuali. L'Agcm aveva auspicato una liberalizzazione e di conseguenza l'abrogazione dell'articolo del Decreto Rilancio che l'anno scorso aveva di fatto escluso questa possibilità per gli armatori.

Sempre a proposito di porti, secondo un'indagine di Fedespedi sui conti dei terminal container in Italia, nel 2020 le società concessionarie hanno tenuto botta nonostante il Covid: nel 2020 gli 11 terminal analizzati hanno movimentato 8,58 milioni di Teu, il 79% del totale italiano (10,867 milioni di Teu), su una superficie di 4,8 milioni di metri quadri e avvalendosi di 87 gru di banchina. Rispetto al 2019 la crescita è del 1,6% grazie in particolare alla ripresa delle attività a Gioia Tauro (+26,6%) e agli ottimi risultati del Salerno Container Terminal (+47,2%). In perdita invece Genova, primo porto gateway a livello nazionale, che ha visto un calo del 13,4% al Sech e del 13,5% a Pra'. Risultati simili a La Spezia (-17,1%) e Venezia (-17,8%) mentre hanno tenuto Trieste (-0,1%) e Napoli (+1,4%).

Il lungo lockdown ha pesato sulle società che gestiscono le banchine italiane, che hanno fatturato 663,8 milioni (-6,4% rispetto al 2019), con un valore aggiunto di 388 milioni e un risultato finale di 72,2 milioni. Nonostante ciò, quasi tutte le aziende (tranne Genova Sech e Livorno Tdt) hanno chiuso il bilancio in positivo, pur con utili in calo (-23,3%). L'utile dei singoli porti segue i Teu movimentati: al terminal Mct di Gioia Tauro l'utile è stato di 7 milioni (+27,2%), al Salerno Container Terminal quasi 1,5 milioni (+10,2%), al La Spezia Container Terminal 28,5 milioni (-16,3%), 10,5 milioni al Psa Genova Pra' (-14,5%), quasi 5 milioni al Trieste Marine Terminal, 1,7 milioni al Terminal Container Ravenna e quasi 2,5 milioni al Psa Venice Vecon (-17,8%). In rosso invece il Sech di Genova con una perdita di 1,5 milioni (-10,7%) e il Terminal Darsena Toscana di Livorno (-867 mila euro). (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news


Advertising link





Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza