A pochi mesi di distanza dal lancio delle cuffie Headphone (1), Nothing ha presentato i nuovi auricolari ear (3) che presentano novità anche dal punto di vista stilistico. La terza generazione degli auricolari Nothing riprende infatti il tema delle trasparenze, distintivo del brand inglese, ma lo abbina all’uso del metallo per conferire una maggiore resistenza e un aspetto più premium. La custodia degli ear (3) vede infatti un telaio in alluminio con coperchio in plastica trasparente, uniti tramite un processo di nano-iniezione che consente di evitare l’uso di colle, e ospita non solo gli auricolari con i connettori per la ricarica tramite la batteria integrata, ma anche due microfoni e un tasto dedicato, caratteristica esclusiva degli ear (3) che permette così di migliorare in modo significativo la qualità delle conversazioni telefoniche specialmente in contesti rumorosi.

Il mix di trasparenza e metallo è stato ripreso da Nothing anche per gli auricolari, che vedono una sottilissima (0,35 millimetri di spessore) lamina metallica che si estende per tutta la lunghezza dell’astina e funge da antenna, migliorando così la stabilità della connessione Bluetooth. Il corpo dell’auricolare in materiale plastico, che circonda la camera acustica, è disponibile in due varianti di colore (bianco o nero) ed è stato progettato dopo l’analisi di centinaia di condotti auricolari per garantire un’ergonomia ideala. Nothing ha dotato gli ear (3) di nuovi driver da 12 millimetri con un diaframma che presenta un cono rigido per unire un’ottima riproduzione delle alte frequenze a una minore distorsione nei bassi. Presente anche in ogni auricolare una batteria da 55mAh, tre microfoni di tipo tradizionale e un’unità per rilevare la voce a conduzione ossea, che lavora sinergicamente con il sistema di cancellazione elettronica del rumore per distinguere e isolare in modo preciso la voce dai rumori di sottofondo.

Nel corso della prova, i Nothing ear (3) si sono dimostrati confortevoli da indossare, anche grazie agli adattatori in silicone in quattro misure e all’utile funzione nell’app che permette di testare e trovare quella adatta a ogni orecchio, con misure e peso (5,2 grammi ciascuno) ridotte ma un design che assicura una presa salda anche durante la corsa. La qualità audio, specie con l’uso del codec Ldac, è elevata, con una riproduzione eccellente dei bassi, profondi e marcati anche senza equalizzazione, e una potenza elevata anche a volume basso. Qualità elevata, sebbene inferiore quella dei bassi, anche nella riproduzione delle frequenze alte e, in misura leggermente minore, di quelle medio-alte tipiche della voce umana, che può essere ulteriormente migliorata attraverso l’ottima funzione di personalizzazione nell’app associata, che testa la capacità di sentire le diverse bande di frequenza per ogni orecchio e calibra quindi l’equalizzazione in modo coerente. Presente come nelle Headphone (1) un sistema di equalizzazione che permette di personalizzare il suono in modo semplice, anche dal punto di vista grafico, o avanzato con otto bande di frequenza, variabili per un controllo preciso del suono, e riservata a utenti esperti. L’autonomia delle ear (3) si è attestata a poco più di 5 ore di riproduzione musicale con la cancellazione elettronica del rumore attiva, un valore non eccezionale ma comunque valido, anche tenendo conto della pratica ricarica tramite la custodia, che estende l’autonomia a circa 20 ore.
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La cancellazione elettronica del rumore è efficace, specialmente nel filtrare le frequenze medio-basse, e può essere calibrata in tre livelli attraverso l’app o resa dinamica a seconda del rumore di fondo dell’ambiente. Anche in condizioni sfidanti come la metropolitana negli orari di punta, gli ear (3) si sono dimostrati capaci di filtrare in modo efficace buona parte dei rumori, anche se hanno raggiunto i livelli di eccellenza di altri auricolari top però decisamente più costosi deli ultimi Nothing, che hanno un prezzo ufficiale di 179 euro e saranno disponibili dal 25 settembre.

Il sistema di cancellazione del rumore si è dimostrato estremamente efficace per le chiamate grazie soprattutto al Super Mic, la coppia di microfoni integrata nella custodia di tipo beamforming, capaci cioè di rilevare la direzione del suono per escludere il rumore di fondo. Basta premere il pulsante Talk integrato nella custodia nel corso della conversazione, e tenere la custodia stessa vicino alla bocca, per avere conversazioni pressoché prive di rumori di sottofondo anche in ambienti decisamente rumorosi. Un’idea decisamente riuscita, che porta nell’era del wireless l’abitudine di portare vicino alla bocca il microfono dei vecchi auricolari cablati per migliorare la qualità delle conversazioni non solo nelle telefonate ma anche in sistemi di conferenza come Zoom, Microsoft Teams e Whatsapp. Nothing ha utilizzato i controlli touch delle astine, sensibili alla pressione, anche per fare domande direttamente a ChatGpt: basta installarlo sul proprio smartphone per poi attivarlo tramite gli auricolari al posto dell’assistente predefinito di Google, Gemini, che si è però rivelato decisamente più efficace nell’uso quotidiano. (riproduzione riservata)