Primo trimestre negativo per Norges Bank Im, il fondo sovrano più grande al mondo che ha chiuso il periodo tra gennaio e marzo in calo complessivo dello 0,6%: non un dato di per sé drammatico, anche se a far male è la performance della parte azionaria, che pesa per il 70% del portafoglio.
In totale tra fine 2024 e marzo 2025 la parte azionaria del fondo pensione norvegese è scesa di 1.137 corone, di cui circa 415 (cioè 40 miliardi di dollari americani) persi a causa delle performance negative degli investimenti. Un dato che Nicolai Tangen, ceo del fondo, ha attrbuito in modo particolare «al settore tecnologico».
Insomma, la componente azionaria si è svalutata dell’1,6%, a fronte di un segno più per tutti gli altri tasselli del portafoglio: +1,6% il reddito fisso, che rappresenta il 27,7% degli asset, +2,4% l’immobiliare e +1,2% le infrastrutture per le energie rinnovabili non quotate.
I dati, va ricordato, non recepiscono ancora i crolli dei mercati di aprile, innescati dal Liberation Day di Donald Trump. Comunque sia l’anno non era iniziato nel migliore dei modi per le borse, specie quelle americane che avevano iniziato già da marzo a tirare il fiato dopo la corsa (da molti analisti ritenuta eccessiva) legata al boom dell’intelligenza artificiale. Nonostante tutto il fondo è riuscito a battere dello 0,16% il suo benchmark.
Tornando ai dati di Norges Bank, nel primo trimestre le cedole obbligazionarie hanno portato al fondo 78 miliardi di corone (7,5 miliardi di dollari) mentre il grosso della svalutazione del portafoglio, 879 miliardi di corone (84 miliardi di dollari) è arrivato dalle fluttuazioni valutarie.
«La corona si è rafforzata rispetto a diverse delle principali valute durante il trimestre», informa Norges in una nota. «I movimenti valutari hanno contribuito quindi a una diminuzione del valore del fondo pari a 879 miliardi di corone».
Alla fine del trimestre il valore del fondo rimane comunque sopra i 18.500 miliardi di corone, oltre 1.770 miliardi di dollari. Si tratta grossomodo degli stessi valore di settembre scorso.
Al 31 dicembre 2024 il fondo investiva in 8.659 società quotate di 63 Paesi, 1.507 bond, aveva 910 proprietà immobiliari e sette investimenti immobiliari. In Italia il valore delle partecipazioni azionarie di Norges era di 11,3 miliardi, distribuiti su 112 quotate di Piazza Affari. (riproduzione riservata)