d'amico festeggia
Sei mesi in utile
Dopo una perdita di 6,5 milioni di dollari nel primo trimestre dell'anno, d'Amico International Shipping torna a sorridere alla fine del semestre grazie a un balzo a 19,2 milioni di dollari a fronte di ricavi per 118 milioni (erano 88,9 nello stesso periodo del 2021) e a un ebitda di 66,2 milioni. La virata in positivo si deve al secondo trimestre che da solo ha fatto registrare ricavi per 74 milioni di dollari, un ebitda di 48,5 milioni e un risultato netto positivo per 25,7 milioni. «L'incremento dei noli è dovuto a un aumento della domanda di prodotti raffinati conseguente alla graduale riapertura delle principali economie a seguito dell'eliminazione delle restrizioni legate al Covid», spiega Paolo d'Amico, amministratore delegato della shipping company, «oltre che a inefficienze nella catena logistica e ai mutamenti nei traffici commerciali, con un incremento dei volumi su rotte più lunghe dagli Usa e dall'Asia verso l'Europa, trainato dalla necessità di sostituire volumi provenienti dalla Russia». Al rincaro delle tariffe per il trasporto marittimo di prodotti raffinati ha senz'altro contribuito la guerra in Ucraina: «Dalla fine del primo trimestre, lo scoppio della guerra ha avuto un impatto molto significativo sul mercato delle navi cisterna. Circa il 50% dell'export di prodotti da parte della Russia era destinato a paesi Europei», prosegue d'Amico. «Secondo un recente rapporto di Clarksons la sostituzione da parte dell'Europa del petrolio russo assieme all'aumento dei consumi dopo la fine delle restrizioni legate al Covid, dovrebbe incrementare la domanda di prodotti raffinati, misurata in tonnellate-miglia, del 13-14% nel 2022. Inoltre, le restrizioni ufficiali sul petrolio russo non entreranno pienamente in vigore prima di fine anno, quindi gli attuali squilibri di mercato potrebbero peggiorare nei prossimi mesi, dando ulteriore impeto al mercato dei noli». Al di là di questi fattori c'è ottimismo sul futuro a lungo termine in quanto «si stima che nei prossimi anni la crescita dell'offerta di tonnellaggio navale rimarrà su livelli piuttosto contenuti».