Maxi-frode fiscale nella logistica
Il settore di logistica e facchinaggio fa i conti con una nuova maxi-operazione anti-frode legata a una somministrazione illecita di manodopera. Coinvolte 19 società con sedi tra Emilia Romagna, Lazio, Campania e Lombardia, cui sono stati sequestrati nell'insieme 74 milioni di euro a seguito di un'indagine su una presunta evasione Iva con indebita compensazione di crediti fiscali rivelatisi fittizi. Sono invece 44 le persone denunciate. Le aziende, che si interponevano in modo fraudolento tra il consorzio e i dipendenti (1.700 l'anno), non avrebbero versato le relative imposte e avrebbero anzi compensato gli ingenti debiti tributari con crediti inesistenti. Appurata un'evasione Iva per 39 milioni, perpetrata attraverso un giro di fatture false per 250 milioni totali, e un'indebita compensazione di crediti fittizi per 36 milioni. Denunciate 44 persone, cui sono stati sequestrati soldi, immobili e partecipazioni per oltre 9 milioni di euro. Il consorzio e due società collegate, cui facevano capo 500 lavoratori e un volume d'affari di 83 milioni di euro l'anno, sono stati posti sotto sequestro impeditivo e affidati alla gestione di un amministratore giudiziario.
Trasportounito
accusa il Mit
«Concorrenza sleale ma, soprattutto, scorrette condizioni di lavoro». Sono le denunce che Giulio Stoppa, avvocato, su mandato di Trasportounito ha inviato alla Commissione Ue, chiedendo un intervento, previa verifica, sulla violazione di un diritto regolamentare a scapito delle imprese italiane di autotrasporto. Secondo l'accusa i ministri delle Infrastrutture e dei Trasport che si sono succeduti nel 2022, non hanno applicato il principio di proporzionalità e cioè la verifica, in capo all'impresa di autotrasporto, della proporzione fra i volumi di trasporto effettuati, i mezzi e i conducenti in forza alla medesima impresa di autotrasporto, requisito fondamentale per consentire l'iscrizione al Registro comunitario e l'autorizzazione all'esercizio del trasporto merci».