Gara della Marina
a Cimolai e Siman
Cimolai e Siman hanno vinto la procedura ristretta avviata dalla Marina Militare per la costruzione di nove rimorchiatori destinati a svecchiare la flotta adibita alle esigenze logistiche delle sue unità e basi navali. Il bando comprendeva tre lotti, uno dei quali (andato deserto) del valore di 3,3 milioni per la realizzazione di tre bettoline per il trasporto di gasolio. Dei due lotti aggiudicati, il più consistente (33,3 milioni) riguardava l'acquisizione di cinque rimorchiatori di tipo azimutale, l'altro (8,4 milioni) riguardava quattro tug di supporto. Il primo è andato a Cimolai, che ha vinto con un'offerta di 30,549 milioni (-8,26% sulla base di gara cui avevano partecipato anche i cantieri Damen e Rosetti Marino). Siman, che di recente ha ottenuto anche il contratto per la costruzione di 12 motobattelli per la Laguna di Venezia (Actv), si è invece aggiudicata la costruzione dei quattro mezzi di supporto con un'offerta di 8,396 milioni (-0,04% sula base di gara). Al lotto avevano presentato domanda di partecipazione anche Cantiere Navale Vittoria, Rosetti Marino e Cimolai.
Schenker Italiana
in odore di mafia
La società di logistica e spedizioni Schenker Italiana, controllata tricolore di Db Schenker che fa capo al gruppo tedesco (pubblico) Deutsche Bahn, è stata posta in amministrazione giudiziaria dal Tribunale di Milano per rischio di infiltrazioni mafiose. Sotto la lente degli inquirenti sono finiti alcuni subappalti, 2 milioni di euro di valore negli ultimi 5 anni, concessi dalla società ad aziende di trasporto riconducibili a Nicola Bevilacqua, già condannato per associazione mafiosa ed estorsione. L'indagine sarebbe partita dal ritrovamento di 30 chili di cocaina su un camion dell'azienda di Bevilacqua, in servizio per Db Schenker nel porto di Dover. Schenker Italiana non risulterebbe indagata, così come non lo sarebbero i suoi dirigenti, ma la misura dell'amministrazione giudiziaria sarebbe stata disposta a causa della «cedevolezza» e «permeabilità a ingerenze esterne» della società, che hanno portato alla sua «strumentalizzazione […] a interessi delittuosi».