Quest’anno Vidas compie 40 anni. L’associazione di volontariato laica, apartitica e aconfessionale, fondata nel 1982 a Milano da Giovanna Cavazzoni, in questo speciale compleanno festeggia un traguardo importante per una realtà di Terzo Settore, raggiunto nel segno della solidità e, al tempo stesso, di slancio verso il futuro e inaugurando una serie di progetti a favore delle nuove fragilità, in uno scenario di estrema complessità sociale e sociosanitaria di cui l’emergenza degli ultimi due anni ha rivelato la sua drammatica urgenza.
L’organizzazione di cure palliative offre, ogni giorno, 24 ore su 24, assistenza socio sanitaria completa di livello specialistico a circa 220 persone con malattie inguaribili di tutte le età, a domicilio e nei due hospice, adulti e pediatrico, Casa Vidas e in Casa Sollievo Bimbi, grazie a 7 équipe multidisciplinari formate in cure palliative affiancate da oltre 150 volontari (a cui se ne aggiungono altrettanti per attività legate alla raccolta fondi, sensibilizzazione e istituzionale). «Il 2021, in particolare ha visto l’apertura di uno spazio in day hospice per i pazienti pediatrici con interventi di tipo educativo e riabilitativo», spiega Giada Lonati, medico e Direttrice sociosanitaria Vidas. «Uno spazio multidimensionale pensato per tutta la famiglia, includendo anche nonni, zii e baby sitter, quando svolgono un ruolo attivo di caregiver. L’ambizione è di aprire a una modalità assistenziale più leggera di una degenza e in grado di dare risposte puntuali e diversificate. Qui sono state effettuate rivalutazioni dello stato clinico di pazienti già assistiti o prime valutazioni di pazienti per possibili prese in carico. Inoltre, sono stati offerti percorsi brevi di abilitazione e formazione».
La sinergia con le strutture di territorio, ospedali, medici di medicina generale e tutte le realtà che erogano assistenza e cure, diventa sempre più determinante ed è al centro di un altro progetto varato nel 2021, sviluppato in collaborazione l’IRCCS Ospedale San Raffaele, verso i Cronici Complessi Fragili. Vidas ha esteso così il proprio bacino di intervento a persone che, dimesse dall’ospedale e con un’aspettativa di vita più lunga rispetto a quella dei pazienti di norma destinatari della propria assistenza, restano comunque soggetti fragili.
«Abbiamo creato una speciale micro-équipe composta da medico e infermiere», afferma Giorgio Trojsi, Direttore Generale Vidas, «che nel primo anno di sperimentazione ha preso in carico mediamente 20 assistiti al giorno, con un’età media pari a 80,7 anni e patologie non oncologiche nel 98% dei casi. Ci è parso doveroso mettere a disposizione la nostra capacità organizzativa per una tipologia di malati diversa, ma bisognosa di supporto costante. L’ambzione è coinvolgere una platea di pazienti sempre più vasta contribuendo a costruire un sistema in cui la medicina territoriale sappia far fronte a nuovi bisogni di cura in modo efficace e sostenibile».
Solo in Lombardia sono 325mila le persone Croniche Complesse Fragili (CCF), pazienti, soprattutto anziani, con una o più patologie croniche, dimessi dall’ospedale. Offrire continuità assistenziale produce quindi notevoli vantaggi, non ultima la possibilità di evitare numerosi, e spesso impropri, accessi al pronto soccorso. È in direzione di una sempre maggior copertura deibisogni di questa popolazionedi pazienti che Vidas si muoverà, con progetti specifici, nell’arco del prossimo triennio, grazie anche al contributo fondamentale del sostegno ricevuto attraverso il 5x1000 (per sostenere l’associazione il c.f. da indicare per Vidas è 97019350152).