Dopo quasi sessant’anni di presenza industriale in Sudafrica, Nissan esce dalla produzione locale e cede il suo storico impianto di Rosslyn, nei pressi di Pretoria, al costruttore cinese Chery. Le due aziende hanno raggiunto un accordo per l’acquisizione degli asset manifatturieri di Nissan South Africa, che dovrebbe essere perfezionato entro la metà del 2026, una volta ottenute le approvazioni regolamentari.
L’operazione prevede la vendita a Chery dei terreni, degli edifici e delle strutture produttive dello stabilimento di Rosslyn, inclusa la vicina unità di stampaggio. Nissan, che è alle prese con un piano anti-crisi denominato Re:Nissan con cui punta a ridurre i costi fissi e variabili per un totale di 500 miliardi di yen, diventerà in Sudafrica un operatore focalizzato esclusivamente su vendite, distribuzione e servizi, abbandonando l’assemblaggio locale dei veicoli.
Uno degli elementi centrali dell’accordo riguarda l’occupazione. La maggioranza dei dipendenti attualmente impiegati da Nissan nello stabilimento verrà riassorbita da Chery con condizioni contrattuali sostanzialmente analoghe. Un aspetto chiave anche per la filiera dei fornitori locali, che potrà continuare a operare grazie alla prosecuzione delle attività industriali nel sito.
«Nissan ha una storia lunga e orgogliosa in Sudafrica e abbiamo lavorato per trovare la migliore soluzione per le nostre persone, i clienti e i partner», ha dichiarato Jordi Vila, presidente di Nissan Africa. «Fattori esterni hanno inciso in modo significativo sull’utilizzo dell’impianto di Rosslyn e sulla sua sostenibilità futura. Con questo accordo garantiamo l’occupazione della maggior parte della forza lavoro e assicuriamo che il sito continui a contribuire al settore automobilistico sudafricano».
Negli ultimi anni l’impianto di Rosslyn aveva visto ridursi progressivamente i volumi produttivi. Attualmente lo stabilimento assembla il pick-up Nissan Navara, la cui produzione dovrebbe terminare entro la fine di maggio. In precedenza, l’uscita di scena del modello NP200 nel marzo 2024 aveva già indebolito il piano industriale del sito. I tentativi di affiancare un nuovo veicolo per migliorare la saturazione dell’impianto si sono scontrati, secondo l’azienda, con l’instabilità geopolitica e con un contesto di mercato sempre più complesso.
In prospettiva, la Navara destinata al mercato sudafricano sarà con ogni probabilità importata dalla Thailandia, anche se Nissan non ha ancora chiarito se questo comporterà un impatto sui prezzi finali.
Nonostante l’uscita dalla produzione locale, Nissan continuerà a operare in Sud Africa come marchio commerciale, con nuovi lanci previsti nel corso del 2026, tra cui i modelli Tekton e Patrol. La cessione degli asset consente al gruppo giapponese di alleggerire la struttura industriale in un’area diventata meno strategica, mantenendo però la presenza sul mercato.
Per Chery l’acquisizione della fabbrica di Nissan è invece un ulteriore passo nel rafforzamento della propria impronta industriale globale e nel presidio del mercato africano, sfruttando un impianto già operativo e una forza lavoro qualificata. Chery, che è il principale esportatore di automobili della Cina, in Sudafrica è da poco tempo diventato il secondo più grande rivenditore di veicoli a livello locale. (riproduzione riservata)