Asia a doppia velocità giovedì 21 maggio, il Nikkei alle ore 7:50 italiane balza del 3,65%, mentre Hong Kong e Shanghai viaggiano sulla parità con i futures sul Nasdaq volatili. I prezzi del petrolio restano stabili, il Wti a 99 dollari, il Brent a 106.
L’indice Nikkei 225 è balzato del 3,65% superando quota 61.960 nella seduta di giovedì, recuperando le perdite registrate a inizio settimana e seguendo i rialzi di Wall Street alimentati dalle speranze di un imminente accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che Washington si trova nelle fasi finali dei negoziati con Teheran, alimentando le aspettative di una prossima riapertura dello Stretto di Hormuz.
La prospettiva della ripresa del traffico marittimo ha provocato un calo dei prezzi del petrolio, alleviando la pressione sull’economia giapponese, fortemente dipendente dalle importazioni energetiche. Sul fronte interno, i dati hanno mostrato che le esportazioni giapponesi sono aumentate del 14,8% ad aprile, superando le attese grazie alla solida domanda proveniente da Cina, Stati Uniti, Paesi Asean e Unione Europea.
A guidare il rally sono stati soprattutto i titoli finanziari e tecnologici, tra cui Mitsubishi UFJ (+3,6%), Sumitomo Mitsui (+4,2%), Mizuho Financial (+4,7%), Advantest (+4,1%) e Tokyo Electron (+5%). Anche SoftBank è balzata di oltre il 16%, sostenuta dai forti risultati trimestrali di Nvidia che hanno rafforzato l’ottimismo sul settore dell’intelligenza artificiale.
Le azioni di Samsung Electronics sono salite di oltre l’8,2% giovedì, dopo che il sindacato dei lavoratori ha sospeso nella tarda serata di mercoledì uno sciopero di 18 giorni, attenuando i timori di interruzioni produttive da parte del colosso sudcoreano dei chip.
Il sindacato aveva inizialmente annunciato che lo sciopero sarebbe proseguito dopo il fallimento dei colloqui mediati dal governo. Tuttavia, un nuovo round di negoziati guidato dal ministro sudcoreano del Lavoro Kim Young-hoon ha portato a un accordo preliminare. Il rialzo del titolo Samsung è stato sostenuto anche dall’ottimismo che ha coinvolto l’intero comparto dei semiconduttori dopo l’ennesima trimestrale record di Nvidia, che nella notte ha riportato un balzo dell’85% del fatturato a 81,62 miliardi di dollari rispetto ai 44,06 miliardi di un anno fa.
In una nota, il sindacato di Samsung ha annunciato la sospensione dello sciopero generale e ha comunicato che gli iscritti voteranno tra il 22 e il 27 maggio sull’accordo salariale preliminare. Durante un briefing trasmesso su YouTube dall’emittente pubblica KTV, il ministro Kim ha sottolineato che si tratta ancora di un’intesa provvisoria e che resta «molta strada da fare prima dell’accordo finale». Ha aggiunto che rimangono diverse questioni aperte, ma che la distanza tra le parti «si è ridotta considerevolmente» e che il sindacato ha fatto concessioni significative.
Secondo l’agenzia sudcoreana Yonhap, la divisione chip riceverà il 40% del monte bonus totale, mentre il restante 60% andrà alle altre divisioni aziendali. La decisione più controversa, relativa alla distribuzione dei bonus alle divisioni in perdita, sarebbe stata rinviata di un anno. Reuters ha riferito che Samsung destinerà alla divisione semiconduttori un bonus speciale pari al 10,5% degli utili operativi, accettando inoltre la richiesta del sindacato di collegare i bonus agli utili e di abolire il tetto massimo ai premi.
Yonhap ha inoltre riportato che Samsung finanzierà in parte i bonus speciali con azioni della società distribuite nell’arco di dieci anni, a condizione che la divisione chip superi obiettivi di utile operativo pari a 200.000 miliardi di won (circa 133,6 miliardi di dollari) nel periodo 2026-2028. (riproduzione riservata)