Asia a due velocità, mercoledì 27 maggio, Nikkei e Kospi toccano nuovi massimi, la Cina, invece, si muove in calo. Gli investitori osservano intanto le recenti azioni militari degli Stati Uniti in Iran, la fragile tregua tra Washington e Teheran e l’ottimismo sul fatto che un accordo possa ancora essere raggiunto.
Alle ore 7:40 italiane, il Nikkei sale dello 0,5%, mentre Hong Kong e Shanghai cedono entrambe l’1%. Intanto il rendimento del T bond Usa decennale scende dal 4,49% al 4,478%, con i futures sul Nasdaq sopra la parità. Intanto i prezzi del petrolio scendono in media del 2% a 91,8 (Wti) e 97,8 (Brent) dollari al barile.
Le azioni giapponesi hanno beneficiato anche del calo dei rendimenti dei Treasury americani, mentre i mercati riducono le aspettative di rialzi dei tassi nel breve termine da parte della Federal Reserve.
A guidare i rialzi a Tokyo sono i titoli tecnologici, con forti guadagni per Kioxia Holdings (+2,1%), Fujikura (+2,4%), Advantest (+5,3%), Tokyo Electron (+3,8%) e Lasertec (+2,5%). Al contrario, i titoli finanziari soffrono, penalizzati dai ribassi di Mitsubishi UFJ (-1,1%), Sumitomo Mitsui (-1,7%) e Mizuho Financial (-2,2%).
In Corea del Sud il Kospi balza del 4%. Le azioni di Samsung Electronics salgono di oltre il 5% dopo che i lavoratori hanno approvato un accordo salariale provvisorio, evitando un possibile sciopero che avrebbe potuto interrompere le catene globali di approvvigionamento dei semiconduttori.
Gli Usa hanno effettuato nella notte tra lunedì e martedì quelli che il Pentagono ha definito attacchi «di autodifesa» nel Sud dell’Iran, colpendo siti di lancio missilistici e imbarcazioni iraniane accusate di tentare il posizionamento di mine, mentre Washington insiste sul fatto di mantenere ancora un approccio prudente nell’ambito del cessate il fuoco in corso. L’azione militare ha evidenziato la fragilità della tregua tra Washington e Teheran, con entrambe le parti che continuano a testarne i limiti nonostante i negoziati che la Casa Bianca ha definito vicini a una conclusione.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato lunedì che i colloqui con l’Iran per porre fine alla guerra stanno «procedendo bene». Tuttavia, ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero tornare all’offensiva se i negoziati dovessero fallire.
I profitti industriali della Cina sono aumentati del 18,2% su base annua nel periodo gennaio-aprile 2026, dopo il rialzo del 15,5% registrato nel primo trimestre. La forte crescita è stata attribuita all’aumento della domanda legata all’intelligenza artificiale e al rialzo dei prezzi del petrolio dovuto al conflitto in Medio Oriente.
Le imprese statali hanno registrato una crescita solida, con profitti in aumento del 17,1% a 827,15 miliardi di yuan. Anche le società per azioni hanno riportato un balzo del 24% degli utili, saliti a 1.883,44 miliardi di yuan. Le aziende private hanno continuato a rappresentare un motore importante della crescita, anche se l’aumento degli utili ha rallentato al 23,7% dal 25,4% del primo trimestre, raggiungendo 651,14 miliardi di yuan.
Il manifatturiero ha continuato a guidare la crescita, con utili in aumento del 20,4%, seguito dal comparto minerario (+26%), mentre i profitti delle utility sono scesi dell’1,9%. Tra le industrie, gli aumenti più marcati si sono registrati nella produzione di computer, comunicazioni e altre apparecchiature elettroniche (+107,7%) e nella lavorazione e fusione dei metalli non ferrosi (+117,8%). Nel solo mese di aprile, i profitti industriali sono aumentati del 24,7%, il rialzo più forte dal novembre 2023, dopo il +15,8% registrato a marzo. (riproduzione riservata)