Il Nikkei 225 ha toccato un nuovo massimo storico giovedì (+2,4% alle ore 7:40 italiane), bene anche la Cina (Hang Seng +1,5%, Shanghai +0,4%) dopo i guadagni registrati a Wall Street, mentre i mercati sperano in un accordo tra Stati Uniti e Iran. I prezzi del petrolio restano stabili sotto i 100 dollari (Wti a 91,8, Brent a 95 dollari), mentre i futures sul Nasdaq viaggiano in rialzo dello 0,33%.
La guerra con l’Iran è «molto vicina alla fine», ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, in un’intervista a Fox Business trasmessa mercoledì, sostenendo ancora una volta che Teheran vuole «fortemente raggiungere un accordo». Un funzionario della Casa Bianca ha riferito alla CNBC che è allo studio un secondo round di negoziati tra Washington e Teheran. Nulla è però stato ancora ufficialmente programmato.
L’economia cinese è cresciuta del 5% su base annua nel primo trimestre del 2026, in accelerazione rispetto al 4,5% del quarto trimestre e al di sopra delle attese del mercato (4,8%), mentre Pechino si prepara a eventuali ricadute della guerra con l’Iran.
Tuttavia, il quadro resta disomogeneo: la produzione industriale e le vendite al dettaglio hanno rallentato a marzo, mentre il tasso di disoccupazione ha raggiunto i massimi degli ultimi 13 mesi.
I futures sul Wti si sono stabilizzati intorno ai 91 dollari al barile giovedì, dopo un avvio di settimana volatile, mentre gli investitori guardano a una possibile estensione del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e valutano le prospettive di un accordo più ampio che possa porre fine al conflitto e portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Secondo alcune indiscrezioni, Washington e Teheran starebbero considerando di prolungare la tregua di due settimane per avere più tempo per negoziare un accordo di pace. Nel frattempo, lo Stretto di Hormuz resta di fatto chiuso, con un blocco navale statunitense sui porti iraniani che mantiene alta la tensione sui mercati per il rischio di ulteriori interruzioni dell’offerta.
L’Iran ha inoltre avvertito che potrebbe reagire a un eventuale prolungamento del blocco statunitense bloccando il passaggio delle merci nel Golfo Persico, nel Mare di Oman e nel Mar Rosso. L’attenzione dei mercati si concentra ora su un probabile secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, che dovrebbe focalizzarsi sulla riapertura dello stretto e sul programma di arricchimento nucleare iraniano. (riproduzione riservata)