Un giovedì nero le per borse in Asia, il 16 luglio, dominato dalle vendite sui titoli tech dell’AI. Alle ore 7:40 italiane, il Nikkei perde il 2,6%, Shanghai l’1%, il Kospi il 4,6% (sta recuperando dal -6,5% delle ore precedenti). Sale solo Hong Kong in controtendenza (+2%), mentre i prezzi del petrolio di stanno stabilizzando a 79 (Wti) e 84 (Brent) dollari il barile.
La banca centrale della Corea del Sud ha aumentato i tassi di 25 punti base, portandolo al 2,75%, inaugurando un nuovo ciclo di stretta monetaria per contenere le pressioni inflazionistiche alimentate dal boom dei semiconduttori legati all'intelligenza artificiale.
Si tratta del primo rialzo dei tassi dopo tre anni e del primo sotto la guida del nuovo governatore Shin Hyun-song, economista di fama internazionale insediatosi ad aprile. Prima della decisione odierna, il costo del denaro era fermo al 2,5% dal maggio 2025, al termine del precedente ciclo di allentamento monetario.
Nelle ultime settimane Shin aveva più volte sottolineato la necessità di una politica monetaria restrittiva, evidenziando da un lato la forte crescita economica trainata dalla domanda di chip di memoria e, dall'altro, la persistente debolezza del won, l'inflazione elevata e i crescenti squilibri finanziari.
«La Corea beneficerà di un effetto di ricaduta del boom dei semiconduttori sulla domanda interna. Per questo le pressioni inflazionistiche di fondo potrebbero risultare più forti e durature del previsto», ha dichiarato il governatore durante la conferenza stampa, aggiungendo che la banca centrale continuerà ad agire finché non avrà la certezza che l'inflazione torni stabilmente verso l'obiettivo.
Dopo l'annuncio, il Kospi è arrivato a perdere oltre il 6%, mentre il won si è rafforzato leggermente a 1.484 per dollaro. Secondo la banca centrale, il boom delle esportazioni di semiconduttori si sta traducendo in maggiori consumi delle famiglie, crescita dei salari e investimenti, aumentando il rischio che l'inflazione rimanga elevata più a lungo.
A giugno i prezzi al consumo sono aumentati del 3,2% su base annua, il ritmo più sostenuto dal dicembre 2023, ben al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale. A preoccupare contribuisce anche la dipendenza del Paese dalle importazioni energetiche, in un contesto di forti tensioni in Medio Oriente.
L'istituto centrale ha inoltre richiamato l'attenzione sugli ingenti bonus distribuiti dai principali produttori di chip, Samsung Electronics e SK Hynix, ritenendo che possano alimentare ulteriori aumenti salariali e sostenere la domanda interna.
Nonostante il surplus record delle partite correnti, il won resta sotto pressione: dall'inizio dell'anno ha perso circa il 5% contro il dollaro, toccando i livelli più deboli dalla crisi finanziaria del 2008 e risultando tra le valute asiatiche con le peggiori performance.
Secondo gli analisti, la debolezza della valuta è legata sia alla scelta degli esportatori di trattenere all'estero parte degli utili per finanziare nuovi investimenti, sia ai crescenti acquisti di azioni estere da parte degli investitori sudcoreani. Il deprezzamento del won ha inoltre aumentato il costo delle importazioni, in particolare dell'energia, mentre continuano a destare preoccupazione il forte rialzo dei prezzi delle abitazioni nell'area di Seul e l'elevato indebitamento delle famiglie.
La banca centrale resta comunque ottimista sulle prospettive economiche. A giugno le esportazioni sono aumentate del 70,9% rispetto a un anno prima, il ritmo più elevato degli ultimi cinquant'anni. Dopo la migliore crescita trimestrale degli ultimi sei anni, il governo ha rivisto al rialzo la stima sul Pil 2026 al 3%, dal precedente 2%, sopra anche alla previsione del 2,6% del Fondo monetario internazionale.
Gli economisti si aspettano un nuovo rialzo dei tassi di 25 punti base a ottobre, seguito da altri due aumenti nel 2027, che porterebbero il tasso di riferimento al 3,5% entro la prima metà dell'anno.(riproduzione riservata)