L’italiana Generative Bionics, nata dall'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, presenta negli Stati Uniti all’evento Amd Advancing AI, il robot umanoide Gene.01, capace di lavorare in ambienti industriali complessi a fianco alle persone.
Il robot è provvisto di una pelle multisensoriale in grado di percepire la temperatura, la forza, la pressione del tocco e anche la prossimità a un oggetto. Questa dotazione si combina all’AI fisica, la tecnologia che rende un robot un meccanismo in grado di interagire in maniera autonoma con il mondo esterno attraverso il linguaggio, la vista e il corpo. Una caratteristica essenziale anche per insegnare al robot un compito come si farebbe con una persona: mimando un gesto o fornendo l’esempio di forza che bisogna usare nell’afferrare un oggetto.
Le informazioni captate da Gene.01 sono poi consultabili grazie al suo digital twin, il suo gemello digitale da cui sviluppatori e persone preposte al suo controllo possono osservare i dati raccolti dal robot durante il suo lavoro e simularne nuove applicazioni.
Caratteristiche studiate in modo da rendere sicuro l’impiego di Gene.01 a stretto contatto con le persone. Proprio per questo motivo, il design è stato studiato per rendere naturali i movimenti della macchina e proporzionate le fattezze corporee del robot. In questo modo gli umani possono prevedere comportamenti e azioni di Gene.01, come avverrebbe come con un individuo in carne e ossa.
La prima applicazione industriale della piattaforma di Generative Bionics è già in essere grazie a una collaborazione con Fincantieri che ha a oggetto l’attività di saldatura nelle officine navali.
«Gene.01 è un robot pensato come una piattaforma scalabile e personalizzabile su tre livelli: quello dell’AI, quello del design e quello delle estremità del robot, ossia mani e piedi. In questo modo, i nostri prodotti rispondono alle esigenze specifiche di ogni cliente.
È la prima espressione della nostra convinzione che la physical AI debba essere, fin dall’inizio, human-aware e orientata all’industria. In soli sei mesi, il nostro team è passato dal concept a una piattaforma umanoide pienamente funzionale e sensorizzata, unendo competenze profonde nella robotica umanoide, nei processi di industrializzazione, nell’intelligenza artificiale e nel design. Il nostro obiettivo è amplificare le capacità delle persone attraverso robot in grado di percepire, sentire e apprendere dal mondo fisico, adattandosi al lavoro industriale specifico richiesto da ciascun cliente», ha dichiarato Daniele Pucci, ceo di Generative Bionics (riproduzione riservata)