Tanti i temi sul tavolo affrontati dalla presidente della Banca europea per gli investimenti Nadia Calviño all’inaugurazione dell’anno accademico 2025/2026 in università Bocconi. La Bei è uno dei maggiori finanziatori al mondo di istituti per l’istruzione.
«Il nuovo contesto geopolitico genera instabilità e conflitti e causa ansia nei cittadini»: ha esordito così Calviño davanti alla platea dell’ateneo milanese. «La Bei si trova in una posizione unica per sostenere le priorità condivise e abbiamo un bilancio di 600 miliardi di euro. Gli azionisti sono i 27 Paesi membri e questo fa sì che le nostre priorità siano in linea con quelle dell'Ue e dei suoi valori e che von der Leyen ha sottolineato oggi. La nostra priorità assoluta è però consolidare il nostro ruolo come banca del clima».
Calviño ha aggiunto che l’istituto finanzia già il 40% dei progetti infrastrutturali nel settore dell’energia e che è «sulla buona strada per investire 50 miliardi di euro in progetti sulle infrastrutture green quest'anno». Confermando la volontà di voler triplicare già quest’anno i finanziamenti per sicurezza, annuncia di aver già firmato «un prestito per finanziare gli elicotteri delle forze armate italiane e sono certa che presto ci saranno altri progetti nel vostro Paese».
Secondo la presidente, occorre «aprire nuovi mercati, diversificare le filiere e approfondire le alleanze. In un mondo sempre più transnazionale penso che la valuta di scambio sia la fiducia. Gli alleati dell'Europa devono sapere che possono fidarsi di noi e della fedeltà alle nostre partnerhisp.
Nell'Ue il 10% degli investimenti è destinato a progetti con un grande impatto. Abbiamo appena approvato un pacchetto da 500 milioni per rafforzare la sicurezza energetica in Ucraina». La Bei ha garantito, insieme all’approvigionamento energetico, «quattro miliardi di euro a sostegno dell’Ucraina da inizio della guerra», tramite la riparazione di infrastrutture e la ricostruzione di scuole, asili e ospedali. Annunciato poi un piano da 400 milioni per sostenere il settore privato in Cisgiordania.
Sulle startup europee, il capo della Bei si mostra ottimista: «Il numero è pari a quello americano: noi siamo l’incubatore del mondo e dobbiamo costruire un mercato interno pienamente integrato nell'Ue».
«In questo momento sappiamo che abbiamo molte sfide ma se guardiamo indietro vediamo che tutto questo è già successo in passato. Guerre e conflitti erano la normalità. Abbiamo fatto molta strada e superato molte crisi. L'Europa è stata all'altezza della sfida della pandemia, più recentemente. Contro tutti coloro che prevedono sempre il peggio voglio dire che siamo ancora qui». «L'Ue ha superato ogni crisi e resta il luogo migliore in cui vivere. La nostra resilienza e unità mi dà fiducia nel futuro, perchè spetta a noi plasmare il futuro», ha concluso Calviño. (riproduzione riservata)