Elon Musk si vede ancora alla guida di Tesla nei prossimi cinque anni e rispedisce al mittente i timori sollevati da alcuni investitori riguardo il suo impegno nei confronti del produttore di veicoli elettrici.
«Non c’è alcun dubbio», ha dichiarato il miliardario intervenuto al Qatar Economic Forum di Bloomberg, ad Abu Dhabi, replicando a una domanda sulla possibilità che continui a ricoprire la carica di amministratore delegato dell’azienda da qui al 2030.
Una posizione ferma e decisa che arriva a neanche un mese di distanza dalle indiscrezioni di stampa secondo cui il consiglio di amministrazione di Tesla abbia contattato diverse società di selezione del personale per individuare un successore del ceo, alla luce degli incarichi governativi che lo avrebbero portato a trascurare le sorti dell’azienda.
Rassicurazioni sono arrivate dall’amministratore delegato anche sul fronte delle vendite e della deludente performance registrata nel primo trimestre. Musk ha affermato che la situazione della casa automobilistica «si è già risollevata» e «non c’è alcun problema di domanda».
Il ceo ha ammesso che «abbiamo perso alcune vendite a sinistra e ne abbiamo guadagnate altre da consumatori di destra, ma ha sottolineato che i dati di vendita sono solidi. Basta guardare il prezzo delle azioni. Le nostre azioni non verrebbero scambiate vicino ai massimi storici se le cose non fossero in buone condizioni. Non preoccupatevi». E in serata, parlando alla Cnbc, ha annunciato l’arrivo dei robotaxi a Austin, in Texas, a cui seguirà la California con Los Angeles e San Francisco.
Il titolo di Tesla ha subito accelerato al rialzo al Nasdaq già dopo le dichiarazioni di Musk ed è arrivato a salire di oltre il 3,6%.
Il bilancio del 2025, al momento, rimane comunque negativo per il titolo che ha perso oltre il 12% dall'inizio dell’anno, appesantito da risultati negativi sul fronte finanziario ma anche dalla crescente attenzione di Musk per la politica.
Dalla vittoria alle presidenziali di novembre, Musk è diventato infatti una delle figure di spicco della nuova amministrazione Trump, da cui ha ricevuto il compito di guidare il nuovo Dipartimento di Efficienza Governativa e di supervisionare un drastico piano di ridimensionamento del governo federale. Piano che l’ha posto al centro di proteste, manifestazioni e atti vandalici che hanno finito per danneggiare anche Tesla e che forse potrebbero averlo spinto a rivedere il suo impegno in politica.
«Penso che in futuro farò molto meno in termini di spesa politica», ha dichiarato Musk al Qatar Economic Forum. «Penso di aver fatto abbastanza», ha aggiunto senza però escludere un cambio di rotta. «Beh, se in futuro vedrò una ragione per investire nella politica, lo farò», ha dichiarato. «Al momento non ne vedo il motivo», ha aggiunto.
Nel corso dell’intervista non sono mancati poi i riferimenti a SpaceX e al suo servizio internet satellitare Starlink. Parlando del colosso aerospaziale, Musk ha dichiarato che SpaceX sta registrando numeri impressionanti grazie al suo elevato tasso di lancio e sarà presto responsabile dell’80% di tutti i satelliti attivi in orbita.
Questo principalmente grazie al servizio satellitare Starlink, per cui ha grandi progetti. È «possibile» che Starlink si quoti in borsa in futuro, ha affermato Musk nel corso dell’evento, anche se «non c’è fretta» sulle tempistiche. L’imprenditore esclude, invece, la possibilità che SpaceX entri nel settore degli armamenti e dei droni armati: «SpaceX non produce droni. Costruisce razzi, satelliti e terminali Internet». (riproduzione riservata)