Claude, l’intelligenza artificiale di Anthropic, «odia i bianchi e gli asiatici» ed è «misantropica e malvagia». Così Elon Musk aveva liquidato lo scorso febbraio l’AI ideata da Dario Amodei, commentando l'annuncio che Anthropic aveva ottenuto un finanziamento di 30 miliardi di dollari, portando così la sua valutazione a 380 miliardi. Valutazione salita tre mesi dopo a più di 1.000 miliardi di dollari negli scambi sui mercati secondari come Forge Global e Jupiter Prestocks. Nel frattempo Musk ha ribaltato il suo giudizio, al punto da stringere un accordo strategico con Amodei.
Il 6 maggio il numero uno di Tesla e SpaceX ha twittato: «La scorsa settimana ho trascorso molto tempo con i membri senior del team di Anthropic per capire cosa fanno per garantire che Claude sia un bene per l'umanità e ne sono rimasto impressionato. Tutti coloro che ho incontrato erano estremamente competenti e si preoccupavano molto di fare la cosa giusta. Nessuno ha fatto scattare il mio "rilevatore del male". Finché si impegneranno in un'autoanalisi critica, Claude probabilmente sarà un buon progetto. Dopodiché, ho dato il mio consenso al noleggio di Colossus 1 ad Anthropic, dato che SpaceXAI aveva già trasferito l'addestramento su Colossus 2».
Traduzione: la società di Musk ha concesso ad Anthropic pieno accesso al suo enorme super computer Colossus 1 a Memphis, Tennessee, che ospita oltre 220.000 Gpu Nvidia e più di 300 megawatt di potenza. L'accordo ha immediatamente potenziato le capacità di Claude, raddoppiando i limiti di velocità per Claude Code, eliminando le restrizioni nelle ore di punta e aumentando i limiti Api di Opus, il modello più potente e intelligente della famiglia di intelligenza artificiale Claude, su ogni livello a pagamento. Opus è progettato per gestire i compiti più complessi che richiedono ragionamento profondo, analisi di grandi volumi di dati e precisione elevata.
La parte più avveniristica e rivoluzionaria dell’accordo strategico riguarda però il progetto per l'AI Orbitale, che ha l’obiettivo di portare i data center nello spazio. Ma prima di approfondire questo discorso è bene ricordare un particolare interessante: Musk e Amodei hanno in comune il fatto di essere entrambi transfughi di OpenAi, la società di Sam Altman considerata fino a ieri la numero uno nel settore dell’intelligenza artificiale.
Musk ha lasciato OpenAI nel 2018, Amodei nel 2021 ed entrambi se ne sono andati a causa delle divergenze con Altman riguardo alla gestione e alla sicurezza dell'intelligenza artificiale. Musk e Amodei hanno quindi accantonato le reciproche idiosincrasie per adottare l'antico adagio: il nemico del mio nemico è mio amico.
Bisogna poi ricordare che Anthropic è stata messa all’indice dal Pentagono, che non solo ha interrotto i contratti diretti con l'azienda di Amodei, ma l’ha ufficialmente indicata come un «rischio per la catena di approvvigionamento». Questo perché Anthropic si è rifiutata di eliminare i vincoli contrattuali che vietano l'uso di Claude per la sorveglianza di massa dei cittadini americani e per lo sviluppo di armi letali completamente autonome.
L’analista Shanaka Anslem Perera ha osservato che Musk è ora in una posizione di forza perché affitta capacità di calcolo ad Anthropic, che ne ha un immenso bisogno, mentre allo stesso tempo firma accordi con l'amministrazione Trump che cerca di mandare al tappeto l’azienda di Amodei.
C’è però un particolare non trascurabile: sia pure a denti stretti, ormai anche Musk considera Claude l’AI di gran lunga migliore al mondo. Da qui discende la grande convergenza di interessi fra i due geni: Amodei è il numero uno nell’Ai, Musk il numero uno nella space economy. Così si sono messi insieme per portare in orbita i data center. Questo perché il fabbisogno energetico e di raffreddamento per i modelli AI di prossima generazione sta superando la capacità delle reti elettriche e delle risorse idriche terrestri.
Nello spazio i pannelli solari possono raccogliere energia quasi il 100% del tempo, senza interferenze atmosferiche o cicli notte-giorno. Il calore verrebbe dissipato tramite sistemi di raffreddamento radiativo, un processo passivo che permette alle superfici di cedere calore emettendo radiazione infrarossa verso lo spazio profondo, eliminando così l'enorme consumo di acqua tipico dei data center a terra.
SpaceX è stata scelta come partner unico di Anthropic grazie alla sua capacità di lancio e alla gestione della costellazione Starlink, rendendo il calcolo orbitale un programma ingegneristico concreto, non solo una semplice attività di ricerca.
L’azienda di Musk ha già depositato alla Fcc, l’agenzia governativa degli Stati Uniti incaricata di regolamentare tutte le comunicazioni interstatali e internazionali, i piani per lanciare fino a un milione di satelliti configurati come piccoli data center. Utilizzando il nuovo razzo Starship V3, l’uomo più ricco del mondo punta a portare in orbita tonnellate di hardware per il calcolo AI a costi ridotti. I data center dovrebbero cominciare a essere operativi nello spazio nel 2028. Il futuro è dietro l’angolo. (riproduzione riservata)