In occasione della semestrale, il ceo di Mundys Andrea Mangoni era stato chiaro. L’impegno del gruppo della mobilità controllato (al 57% mediante il veicolo Schema Alfa) da Edizione della famiglia Benetton è quello di crescere a doppia cifra. Con otto concessioni in scadenza nei prossimi 5 anni (tre in Spagna, due in India, una in Italia e due in Cile) in capo ad Abertis da cui arriva quasi un sesto dei ricavi autostradali, il gruppo deve accelerare sull’aggiudicazione di nuovi contratti.
Così mentre il Texas ha deciso di rinazionalizzare la concessione cinquantennale sull’autostrada SH-288 di Houston, il gruppo guidato da José Aljaro (controllato da Mundys e da Acs del patron del Real Madrid Florentino Perez) ha appena messo le mani sull’autostrada «Ruta 5 Santiago-Los Vilos» in Cile, Paese che appartiene a un’area, il Sud America, da cui arriva il 40% dell’ebitda di Abertis.
Il gruppo si è aggiudicato la gara internazionale indetta dal Ministero dei Lavori Pubblici attraverso la controllata VíasChile, veicolo in cui è presente con un 20% il fondo sovrano emiratino Adia (Abu Dhabi Investment Authority). La holding guidata da Mangoni fa sapere che «l’infrastruttura, lunga 223 km, che collega l'Autopista Central con l'Autopista Los Andes, entrambe già gestite da ViasChile, unisce la capitale Santiago con la città costiera di Los Vilos collegando due regioni strategiche che rappresentano più della metà del Pil del Paese sudamericano».
La concessione, che ha una durata massima di 30 anni, non prevede un pagamento anticipato. Abertis si è impegnata a realizzare, entro i prossimi 7 anni, investimenti per circa 1 miliardo di euro, per ampliare la capacità dell’infrastruttura e fornire innovativi servizi tecnologici ai passeggeri e migliorare così l’esperienza di viaggio. In Cile le concessioni autostradali a pedaggio hanno una durata variabile che termina quando il valore dei ricavi percepiti è pari all'importo stabilito nel contratto di concessione, appunto con un limite massimo di circa 30 anni.
Con il nuovo tratto autostradale, arrivano a 1.000 i km gestiti da Abertis in Cile (anche con la controllata Grupo Costanera), oltre 8.000 quelli ha in concessione in giro per il mondo. Mundys fa sapere che l’effetto atteso sull’ebitda di gruppo è pari a oltre 100 milioni di euro a regime a partire dal 2026. Più meno quanto quanto ha appena perso (sempre a regime) con la procedura di rinegoziazione della concessione (di durata cinquantennale) Sh288 negli Stati Uniti, aperta a inizio aprile e appena conclusa (prima della scadenza dei sei mesi) dal Dipartimento dei Trasporti del Texas.
Lo Stato americano ha deciso di sfruttare una delle finestre previste nel contratto per la risoluzione anticipata della concessione del tratto di 17 miglia a sud di Houston, riportando in-house la gestione dell’infrastruttura. Ciò comporterà un indennizzo per Abertis di 1,7 miliardi di dollari (1,51 miliardi di euro) che, spiega Mundys, «determinerà una riduzione del debito consolidato di gruppo pari a 1,2 miliardi di dollari». «La Sh288 - fa sapere sempre il gruppo dei Benetton - genera un ebitda di circa 70 milioni di euro all’anno, su un totale di oltre 5 miliardi a livello consolidato. La decisione comporta una perdita stimata di circa 280 milioni di euro, escluse le minoranze, nei conti di Mundys che detiene indirettamente attraverso Abertis circa il 28% della partecipazione».
Nei mesi scorsi, Acs aveva venduto la partecipazione del 56,8% nell’autostrada americana ad Abertis per oltre 1,5 miliardi di euro (il restante 43,2% era rimasto nel proprio portafoglio). Dopo il rebranding Atlantia-Mundys, Abertis si è aggiudicata nuove concessioni acquisizione a Porto Rico e in Spagna. (riproduzione riservata)