Lo sconto dell’ops del Montepaschi su Mediobanca torna per la terza volta sotto il 2%. Il 25 agosto il titolo di Siena ha guadagnato lo 0,9% a 8,37 euro mentre quello di Piazzetta Cuccia lo 0,2% a 21,55 euro. La forchetta si è ristretta così all’1,62%, che corrisponde a 284 milioni aggiuntivi per far coincidere l’offerta con le quotazioni di borsa.
Mancano meno di due settimane alla fine della scalata di Mps sulla merchant bank guidata da Alberto Nagel, prevista per lunedì 8 settembre, e lo sconto continua ad assottigliarsi, ben lontano dai 940 milioni di gennaio, quando Rocca Salimbeni ha avviato il blitz.
La bocciatura dell’ops di Mediobanca su Banca Generali sembra aver facilitato la chiusura della forchetta e ha avuto anche l’effetto di spostare l’attenzione sulla futura governance di Generali. Grazie alle adesioni di Delfin (19,8%) e Caltagirone (9,9%), a cui dovrebbero accodarsi le casse previdenziali (5,5%), il Monte non dovrebbe avere grosse difficoltà a raggiungere la soglia (condizione minima irrinunciabile) del 35% di Mediobanca.
Una quota che dovrebbe essere agevolmente superata anche alla luce dell’esito dell’assemblea del 21 agosto della merchant bank, quando il fronte che ha respinto il piano del polo del wealth management disegnato da Nagel ha raggiunto il 42%. In questo modo Siena controllerebbe l’assemblea straordinaria di Piazzetta Cuccia, primo socio del Leone con il 13,2%. E a cascata potrebbe imporre un cambio, oltre che a Milano, anche a Trieste.
Con che tempi? Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il fronte Caltagirone-Delfin (che assieme alla quota di Mediobanca avrà oltre il 30% del Leone) guarderebbe all’assemblea di aprile 2026, quando cioè la compagnia approverà il bilancio e il ceo Philippe Donnet terminerà il primo anno del suo quarto mandato.
Il cambio però potrebbe incontrare le perplessità delle istituzioni di vigilanza, soprattutto a Francoforte, a causa dell’aumento della presa di controllo da parte dei due imprenditori su Mps-Mediobanca e, indirettamente, sulle Generali.
Prima comunque Siena dovrà insediare un nuovo board nella merchant. Secondo l’Ufficio Studi di Intesa Sanpaolo «l’offerta di Mps raggiungerà agevolmente il 35%». Ma il banchiere avrà bisogno del 51% per far scattare le dta ed avere benefici sul capitale. Ecco perché il mercato si attende un rilancio in grado di convincere gli hedge fund, che nelle ultime settimane hanno preso posizione nel capitale di Piazzetta Cuccia.
«Ci aspettiamo un aumento del prezzo per ottenere un maggiore controllo su Mediobanca», aggiungono da Intesa. A Siena non mancano le risorse: Rocca Salimbeni ha 2,8 miliardi di capitale in eccesso che, oltre a pareggiare l’offerta, le consentirebbero di mettere sul tavolo anche un leggero premio per chiudere la partita. (riproduzione riservata)