skin track
Il risiko delle banche → VAI AL DOSSIER
Antonio Vigni e Giuseppe Mussari nel 2011 quando erano ai vertici di Mps
Antonio Vigni e Giuseppe Mussari nel 2011 quando erano ai vertici di Mps
Corporate Italia Leggi dopo

Mps, gli ex vertici contro la banca: Antonio Vigni fa causa per danni, Giuseppe Mussari la prepara

17 marzo 2025, 22:00 Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2025, 08:15

Dopo le assoluzioni in via definitiva nei processi, l’ex dg promuove una causa civile milionaria anche per compensare la condanna in sede civile da 50 milioni da versare all’istituto senese. Intanto va avanti la preparazione dell’ops su Mediobanca: sul mercato si stringe lo sconto tra i titoli  | Mps, chi ha sbagliato? Un intrigo internazionale nella sentenza che assolve Mussari & compagni

Per anni sono stati descritti come i distruttori del Montepaschi per avere occultato i contratti derivati (che tali poi si sono rivelati non essere) che avrebbero affossato la banca. Ora che sono stati assolti in via definitiva perché «il fatto non sussiste», gli ex vertici Giuseppe Mussari e Antonio Vigni vogliono rifusi i danni dalla loro ex banca che li ha fatti finire sul banco degli imputati.

L’azione di Vigni

Il primo ad avanzare una richiesta in sede civile promuovendo una causa legale è stato Vigni, lo storico ex direttore generale, una vita passata dentro l’istituto al quale è ancora affettivamente legato, dicono varie fonti che lo conoscono bene.

Vigni nelle scorse settimane ha presentato una richiesta di risarcimento danni e di rimborso delle spese legali, a suo dire dovute dalla banca agli ex dirigenti proprio in virtù delle assoluzioni con formula piena.

Secondo fonti a conoscenza del dossier avrebbe anche chiesto una somma tale da quantomeno pareggiare, o transare, la condanna definitiva in sede civile subita nel 2020 a rifondere proprio a Mps 50 milioni di euro di danni causati dall’operazione Santorini con la tedesca Deutsche Bank (DB).

La condanna in sede civile si fondava sul presupposto della colpevolezza di Vigni, che però nel penale è stato assolto insieme con Mussari e con gli ex top banker dell’istituto tedesco. In virtù di quelle assoluzioni definitive il banker Dario Schiraldi, tra gli imputati, ha citato il suo ex datore di lavoro Deutsche Bank in Germania chiedendo 152 milioni di euro di danni. Gli altri cinque ex imputati di DB, anch’essi assolti, stanno meditando di fare un’analoga causa davanti al tribunale inglese.

Il mandate agreement mai occultato

Nella sua azione Vigni farebbe leva sul fatto che non avrebbe occultato nulla relativamente alle operazioni Santorini e Alexandria (l’altro contratto parallelo di Repo sui Btp realizzato con la banca giapponese Nomura): è il tema del famoso «mandate agreement». L’accusa sosteneva che fosse stato nascosto in cassaforte ma Vigni e Mussari sono stati assolti anche qui in appello e Cassazione «perché il fatto non sussiste».

La condanna di Vigni alle multe di Bankitalia

Nessun commento ufficiale dalla banca e da Vigni. La situazione giudiziaria dell’ex dg è piuttosto intricata: proprio ieri la Cassazione ha confermato la condanna alla sanzione pecuniaria di 541 mila euro inflittagli dalla Banca d’Italia in relazione ad alcune modalità dell’operazione «Fresh» con la quale vennero reperiti parte dei capitali per l’acquisizione di Antonveneta, modalità che però sono state considerate non penalmente rilevanti nei processi.

Anche l’ex presidente Giuseppe Mussari si preparerebbe a muovere causa per danni contro la banca che ha presieduto dal 2006 al 2013. Nelle scorse settimane con i suoi legati ha inviato una messa in mora all’istituto. Anche Mussari, al pari di Vigni, ha pendente a Firenze un’azione civile di primo grado a suo carico promossa da Mps per l’operazione Alexandria. Anche questa operazione è stata vagliata in sede penale, con assoluzioni definitive perché il fatto non sussiste.

Nagel e Lovaglio a Londra

La banca senese resta in questa fase comunque proiettata sull’ops su Mediobanca. Alla conferenza londinese di Morgan Stanley martedì 18 parla il ceo di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, giovedì 20 sarà la volta del ceo senese Luigi Lovaglio.

Il mercato intanto sta riducendo lo sconto tra i due titoli: lunedì 17 Montepaschi con un +4,25% in borsa ha stretto all’1,4% lo sconto sulla banca target, che oggi vale 17,52 euro rispetto ai 17,27 euro valorizzati dall’offerta di Lovaglio. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza