Morgan Stanley non ha dubbi: il consenso sottovaluta la ripresa delle commissioni delle banche italiane. Dopo un’analisi approfondita della composizione dei ricavi degli istituti di credito italiani, la banca d’affari americana vede un maggior potenziale di crescita delle commissioni e dei ricavi assicurativi rispetto a quanto stima attualmente il consenso. «La nostra analisi mira a identificare una diversificazione dei ricavi che accresce il valore, si traduce in resilienza degli utili, genera capitale e distribuzioni ad alto rendimento», sottolinea Morgan Stanley nel report raccolto da milanofinanza.it. In particolare, ha valutato l'evoluzione dei margini e la composizione degli asset in gestione delle società di gestione patrimoniale; i tassi di risparmio e il mix dei prodotti nel business assicurativo; l'attività e i volumi di deal delle Investment Banking. «Le nostre previsioni sui ricavi implicano un Rote (rendimento del patrimonio netto tangibile, ndr) e rendimenti del free cash flow più alti nel 2026 nel caso di Intesa Sanpaolo, Rote al 13,7% e rendimento del free cash flow al 13,6%, e Mediobanca, Rote al 13,9% e rendimento del free cash flow al 12,5%, per entrambe superiori al costo del capitale normalizzato», spiega la banca d’affari americana.
Inoltre, la gestione patrimoniale potrebbe fornire un maggior vento in poppa nel caso di Mediobanca e Intesa Sanpaolo. «Il nostro team di diversified financials si aspetta che il riorientamento del rischio favorisca la rotazione del reddito fisso e il miglioramento dei flussi azionari, a partire dalla seconda metà del 2024, in linea con la visione rialzista del nostro team di strategia sulle azioni europee. Oltre a una ripresa complessiva dei flussi complessivi, stimiamo che un'inversione della composizione attuale degli asset in gestione/asset in custodia verso la media del 2020-2022 possa da sola determinare una ripresa delle commissioni del circa 2-3%», prevede Morgan Stanley la quale si aspetta anche che i margini nella gestione patrimoniale di Intesa Sanpaolo e il track record di Mediobanca nell'attrarre nuovi flussi finanziari siano i migliori a sostenere i ricavi nonostante le pressioni sul margine di interesse. Anche il business assicurativo potrebbe incrementare la crescita dei ricavi nel caso di Mediobanca (detiene una quota del 13% in Generali) e di Intesa Sanpaolo. Il modello di business di Mediobanca si distingue da quello dei competitor per essere il più dipendente dalle commissioni dell’Investment Banking (ECM ed M&A). Il management della banca ha previsto un miglioramento della pipeline «e vediamo una certa ripresa dei volumi in Italia. Sebbene storicamente i ricavi dell’Investment Banking non abbiano sempre seguito l'andamento dei tassi, ci aspettiamo che la crescita positiva del pil italiano, la riduzione dei costi di finanziamento e la visibilità sui tassi sostengano una ripresa a partire dal 2025, in tempo per compensare le pressioni dei tassi sul margine di interesse», osserva Morgan Stanley.
Fatte queste premesse, Morgan Stanley ha iniziato la copertura del titolo Mediobanca con un rating overweight (sovrappesare in portafoglio) con un target price a 16,4 euro (+1,23% a 12,73 euro l’azione in borsa), ma nello scenario toro sale a 20,8 euro e promosso Intesa Sanpaolo a overweight con un target price rivisto da 3,6 a 4,1 euro (nello scenario toro il target price è a 5 euro, +2,03% a 3,061 euro). Invece, il rating su Unicredit scende a equalweight con un target price a 37,7 euro (47 euro nello scenario toro, +0,08% a 31,33 euro). «Riteniamo che Unicredit sia la banca più dipendente dal margine di interesse tra quelle che copriamo e che, nonostante le significative riserve di capitale in eccesso, la nostra previsione di free cash flow all’11,8% entro l'esercizio 2026 sia inferiore a quella delle banche rivali. Pur non apportando modifiche sostanziali alle nostre previsioni, vediamo un minor margine di upside nella nostra valutazione rispetto ai competitor e quindi abbiamo abbassato il rating a equal-weight», spiega Morgan Stanley che ha, invece, confermato il rating overweight su Banco Bpm (+0,58% a 5,58 euro) con un prezzo obiettivo a 6,8 euro (8,8 euro nello scenario toro). (riproduzione riservata)