Il rally del prezzo delle materie prime ha sollevato non poche preoccupazioni negli investitori. Negli ultimi 6 mesi, il costo dell'energia elettrica è quasi triplicato in tutta Europa, passando, per i prezzi giornalieri, da circa 50 euro/Mwh a oltre 150 euro/Mwh, mentre i prezzi a 1 anno sono aumentati del 75-90%. L'aumento riflette un rialzo altrettanto forte dei prezzi del gas. Data la risposta della Spagna, che ha introdotto un meccanismo di recupero del carbone e del gas identificando un tetto massimo di profitti per le utility non ecologiche, gli investitori hanno iniziato a domandarsi quale sia il rischio che questa situazione influenzi le decisioni anche di altri paesi.
Secondo Morgan Stanley parlare di un rischio di contagio sembra eccessivo. "Riteniamo che il rischio di intervento pubblico debba essere considerato alla luce della sensibilità ai prezzi spot", spiegano gli esperti, "in Spagna, i prezzi regolamentati sono collegati ai prezzi spot e quindi i consumatori di questa tariffa hanno percepito il valore di mercato sulle loro bollette elettriche mensili. Tuttavia, la Spagna sembra essere l'eccezione in quanto i prezzi in altri paesi sono rivisti su una base di 3-12 mesi. In Italia, i prezzi regolamentati sono rivisti su base trimestrale con il prossimo aggiornamento previsto per il 1° ottobre. Nel Regno Unito sono rivisti su base semestrale e in Francia e Portogallo l'adeguamento è fatto su base annuale. In questo scenario i consumatori in questi paesi sono in qualche modo protetti dalla volatilità dei prezzi spot".
Per gli esperti i titoli più attraenti rimangono Rwe, Edf e Engie. La banca d'affari resta invece overweight su Orsted e Iberdrola. "Riconosciamo che il recente recupero del gas avrà un impatto negativo sui guadagni del 2021 e 2022 di Iberdrola e Endesa, che innescherà una riduzione degli utili per azione". Tuttavia, questo sembra essere già considerato nella capitalizzazione di mercato di Iberdrola che è diminuita di 10,6 miliardi di euro dal 31 maggio scorso, dopo l'annuncio della nuova regolamentazione spagnola. L'impatto del recupero del carbone e del gas sul valore attuale netto è stimato di circa 2,5 miliardi di euro.
Per Endesa la capitalizzazione di mercato è diminuita di 5,9 miliardi, mentre l'impatto sugli utili per azioni da entrambi i recuperi è di circa 1,7 miliardi. Inoltre, secondo gli esperti, le preoccupazioni del mercato sul potenziale deficit di volume di Orsted, a causa delle deboli condizioni di vento, è probabilmente esagerato se si tiene conto delle ultime dichiarazioni dell'azienda.
Questa situazione, che ha come sfondo le pressioni inflazionistiche, potrebbe essere un elemento strategico, per cui Orsted appare meglio posizionato rispetto ai competitor. Infine, la banca d'affari vede Rwe (Ow), Edf (Ow) e Engie (Ow) come i player che sono posizionati meglio per beneficiare del potere di determinazione sui prezzi, con un limitato rischio di influenza dalle decisioni politiche. (riproduzione riservata)