Dopo una serie di accertamenti condotti dalla Guardia di Finanza di Napoli, le società legate al defunto procuratore sportivo Mino Raiola hanno raggiunto un accordo con l’Agenzia delle Entrate, versando 8 milioni di euro per commissioni non dichiarate che ammontavano a 90 milioni.
Le tre società coinvolte — la maltese Three Sports Business Ltd e le inglesi Topscore Sports Ltd e Isport Worldwide Ltd — sono state il fulcro dell’attività di Raiola in Italia tra il 2016 e il 2020. Attraverso queste strutture, il celebre agente ha gestito la compravendita di circa 60 calciatori di Serie A, negoziando anche i diritti di immagine. Tra i contratti più noti, si ricordano il trasferimento di Paul Pogba dalla Juventus al Manchester United nel 2016 e il rinnovo contrattuale di Gianluigi Donnarumma con il Milan.
Nonostante le commissioni siano state correttamente fatturate ai club italiani, non sono state dichiarate al fisco. Secondo l’Agenzia delle Entrate, le tre società avrebbero operato in Italia tramite una «stabile organizzazione personale occulta» riconducibile a Raiola. Sebbene i rappresentanti legali delle società abbiano contestato questa ricostruzione, si è giunti comunque a un accordo. Le commissioni sono state tassate in base ai giorni di effettiva presenza in Italia del procuratore, che risiedeva nel Principato di Monaco fino alla sua scomparsa il 30 aprile 2022 a Milano.
L’accordo è stato reso possibile grazie a una norma introdotta recentemente dalla riforma fiscale del governo Meloni. (riproduzione riservata)