Milanosesto guarda con interesse al Piano Casa. Secondo quanto MF-Milano Finanza può anticipare, la società partecipata al 50% dai fondi di Coima e Near (nato dall’unione di Redo ed Euromilano) che si occuperà di sviluppare il maxi-progetto sulle aree ex Falck a Sesto San Giovanni e guidata dal presidente Alessandro Rivera e dall’amministratore delegato Matteo Ravà sta osservando con attenzione l’iter di conversione del decreto legge in corso in Parlamento per capire se sia possibile far ricadere il progetto sotto il cappello del Piano Casa.
L’idea è sul tavolo, ma il nodo per poter valutare effettivamente l’opzione è la modifica di alcuni vincoli da rispettare per fare parte del terzo pilastro del Piano, quello riservato agli investimenti privati.
Sono tre gli elementi che devono essere chiariti per poter capire se ci sono i margini di manovra: se oltre ai capitali esteri verrà aperta la porta anche a quelli italiani; se nella soglia del miliardo (o l’eventuale nuovo limite) rientrerà solo l’equity o anche il debito e con quali tempistiche e modalità deve essere raggiunta; se i progetti già approvati ma di fatto ancora non partiti, come quello di Milanosesto, possano essere considerati.
La vocazione del progetto è già a trazione residenziale e, nonostante la società abbia avviato le discussioni con le istituzioni per arrivare a una variante del piano integrato d’intervento nei prossimi anni, questa non è destinata a cambiare. Nella zona sono già previste oltre 10 mila nuove unità abitative, di cui una parte dedicata a residenze convenzionate, ma è chiaro che il peso degli alloggi a prezzi agevolati sul totale si amplierebbe sicuramente nel caso in cui ci fosse la possibilità di rientrare nel Piano Casa.
Il ragionamento sarebbe di cogliere una duplice opportunità: il pubblico vedrebbe l’accelerazione nella rigenerazione di un’ampia area in risposta all’emergenza abitativa di Milano; i privati semplificherebbero la messa a terra del progetto con le condizioni agevolate previste nel terzo pilastro del Piano. L’impegno di Coima sul tema dell’abitare è testimoniato anche dal fondo Impact, a cui hanno aderito i principali attori del sistema di previdenza italiano e nel cui programma di investimenti sono previsti oltre 10 mila abitazioni e 10 mila posti letto.
Al netto dell’opportunità di rientrare sotto il Piano Casa e della potenziale revisione del progetto, Milanosesto sta proseguendo su infrastrutture, bonifiche e attività per lo sviluppo urbanistico dell’area, oltre al completamento del percorso di riequilibrio finanziario. Come MF-Milano Finanza può anticipare, complessivamente le attività avviate sfiorano i 100 milioni di euro di valore.
Sono stati avviati investimenti per sviluppare: le infrastrutture essenziali per la futura entrata in esercizio della Città della Salute (38 milioni, 34% di avanzamento); la nuova stazione ferroviaria di Sesto e la Piazza I Maggio (28 milioni, 75% di avanzamento) e le opere di urbanizzazione (12 milioni, avviate le attività propedeutiche) del comparto Unione Zero, area in fase di sviluppo dal fondo omonimo gestito da Prelios e partecipato da Hines e Cale Street. Inoltre sono state avviate o sono in fase di affidamento le bonifiche di alcuni lotti adiacenti alla Città della Salute (circa 18 milioni) che richiederanno un paio di anni per il loro completamento.
Sul fronte finanziario la manovra di riequilibrio ha superato i 900 milioni di valore, con risorse aggiuntive apportate per oltre 150 milioni - tra equity e debito - e una riduzione degli oneri finanziari per oltre 20 milioni. Il bilancio 2025 si è chiuso con un rosso di circa 106 milioni, in linea con la natura di sviluppatore a lungo termine della società e per la maggior parte legato a una svalutazione da circa 90 milioni dei terreni. Nel pool delle banche finanziatrici emerge anche il nome di Bcc Milano, che si è aggiunta a metà 2025 a Intesa Sanpaolo con una linea di credito da 25 milioni. (riproduzione riservata)