Secondo quanto ricostruito da MF Shipping&Logistica nei giorni scorsi la società Michele Bottiglieri Armatore di Napoli ha firmato con i propri creditori (fra cui spiccano Dea Capital, Pillarstone Italy e Mps) un accordo per la ristrutturazione del debito ex art. 67 L.F. In dettaglio, una nave bulk carrier, la Mba Liberty il cui acquisto era stato originariamente finanziato da Banco Bpm, è stata oggetto di un’azione di repossession da parte di Idea Ccr Shipping, il fondo dedicato ai crediti distressed legati al settore navale gestito da Dea Capital Alternative Funds sgr. La stessa sorte è toccata alla bulk carrier Mba Giuseppe (un’altra kamsarmax bulk carrier da 82.800 tonnellate di portata lorda, costruita sempre in Cina e consegnata anch’essa nel 2010) la cui proprietà è appena stata trasferita dalla Michele Bottiglieri Armatore a Pillarstone Italy probabilmente attraverso la piattaforma Finav.
Più precisamente, oltre al trasferimento come detto delle due navi citate, l’accordo di ristrutturazione firmato prevede il mantenimento in flotta delle altre tre bulk carrier (Mba Future, Mba Giovanni e Mba Rosaria) sulle quali penderanno ancora i crediti (30 milioni di dollari complessivi) con Mps, Pillarstone e Dea Capital. In questo caso però, invece che un’azione di esproprio dell’asset, le parti sono arrivate a un compromesso secondo cui il debito residuo dovrà essere rimborsato con un piano di rientro accelerato in tre anni. Di fatto si tratta di una scommessa sul fatto che il mercato dry bulk shipping garantisca alla Michele Botttiglieri Armatore di generare ritorni sufficienti a ripagare il debito e liberare gli asset dalle ipoteche sottostanti.
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