Da mercoledì 17 MFGpt, la prima AI generativa autonoma italiana, non è più in allenamento, come impone di dire il gergo delle soluzioni di intelligenza artificiale, che prima di essere rese disponibili, per alcuni mesi, vengono testate (allenate) da un pubblico limitato. Passato con successo l’allenamento, ora MFGpt è appunto disponibile per tutti coloro che desiderino abbonarsi. Nell’imbarazzo di dirlo, non possiamo non sottolineare che quello di MFGpt, AI generativa autonoma di Class editori, è anche un primato europeo.
Tutto cominciò quando, come molte altre case editrici di varie parti del mondo, ricevemmo un invito a cedere i contenuti (gli archivi) di 40 anni (manca poco all’anniversario) di una serie di organi e sistemi di informazione che comprendono non solo il giornale che state leggendo, ma anche tre canali televisivi (Class Cnbc, in jv con il primo canale finanziario al mondo; ClassTVModa, UpTV nelle metropolitane e negli aeroporti); i periodici (Class, Capital, Patrimoni, Gentleman e tutte le loro propaggini); l’agenzia in tempo reale MF Newswires, nata in jv con la prima agenzia economico finanziaria al mondo; il sistema Global Finance, basato a New York, che copre tutta l’informazione finanziaria mondiale, le classifiche di banche ordinarie e di affari di tutto il mondo; la jv settimanale con Xinhua, la prima agenzia di informazione cinese; la jv di produzione televisiva con China media group, la più grande televisione di quel paese; lo scambio di quattro pagine al mese con il quotidiano più diffuso al mondo, il Quotidiano del Popolo o People’s Daily; i data base di 40 anni di dati delle principali borse del mondo, delle valute, le analisi trimestrali dei titoli della borsa italiana e non solo, curati da Milano Finanza Intelligence Unit (MFIU); i libri che negli anni abbiamo pubblicato e che non diventano superati: dai due volumi su Marchionne fra cui MM, il metodo Marchionne-lezioni di management per giovani (e non) che hanno un sogno, all’ultimo, recentissimo Tennis & Finanza. Mi fermo per non annoiare.
Tutto questo (parole, numeri, grafici, filmati, analisi finanziarie, personaggi, settori, valute…) a disposizione per essere letto nella maniera più comoda, interrogando MFGpt, allo stesso modo in cui molti italiani si sono abbonati a ChatGtp, dell’americana bilionaria OpenAI o le altre due piattaforme con la bandiera a stelle e strisce. Con una differenza fondamentale. In quei data base c’è un mix di fonti di varie testate e archivi del mondo; quindi, si ricevono risposte che mixando più fonti fanno perdere il rapporto con la produzione di informazione unitarie, di cui, nel bene e nel male, si conoscono le caratteristiche.
Faccio un esempio: se si chiede il giudizio su un titolo quotato, quale sarà la fonte che consente di arrivare al giudizio? Parlando a chi, come voi che state leggendo, conoscono l’importanza della qualificazione della fonte, manca appunto, essendo una sintesi di varie fonti, la paternità del giudizio.
Al sorgere del primo sistema di AI generativa autonoma, Gabriele Capolino, direttore e editore associato di Milano Finanza, provocatoriamente chiese al sistema la ricetta della pasta alla carbonara. Nella risposta compariva come ingrediente anche l’aglio. Gravissimo errore. Per sicurezza Gabriele rifece la domanda in inglese e le teste d’aglio necessarie diventarono due.
Con ciò non vogliamo dire che quel sistema non sia affidabile, ma certo conoscere quali sono le fonti unitarie a cui la AI attinge (come appunto nel caso di MFGpt) è fondamentale in senso più generale riguardo all’attendibilità, all’indipendenza dell’informazione al solo servizio del lettore, e la specificità delle fonti, specialmente se si va su temi come quelli coperti dai nostri media che comprendono la finanza e la borsa.
Il rapporto fiduciario fra lettore e utilizzatore di fonti di informazione rispetto all’indipendenza e alla qualificazione è fondamentale. Non è la stessa cosa, per rimanere in Italia, informarsi attraverso media controllati da chi ha interessi diretti, per esempio nel settore bancario e assicurativo o immobiliare, e pubblica media che si occupano anche di quei settori con rilevanza politica e, al contrario, informarsi attraverso un sistema editoriale controllato e gestito da chi ha solo quell’attività e non svolge attività politica. In termini definitivi, per non annoiare il lettore, se il rapporto fiduciario fra chi legge e chi produce informazioni è il migliore possibile solo in quanto chi informa non abbia interessi economici o politici al di fuori dell’attività informativa, a maggior ragione ciò è valido per l’informazione da AI generativa autonoma. L’elaborazione digitale di varie fonti fa perdere (o non crea) il rapporto fiduciario che deve esserci fra chi informa e chi riceve l’informazione.
Nei giorni scorsi il quotidiano più autorevole e indipendente del mondo, il New York Times, è stato provocatoriamente denunciato con richiesta di risarcimento di 15 miliardi di dollari dal presidente Donald Trump. Si capisce allora compiutamente perché gli editori del NYT non abbiano accettato le offerte di OpenAI di acquisire, pagando cifre annue enormi, i diritti sull’archivio e i continui aggiornamenti del loro giornale. Infatti, che fine avrebbe fatto l’informazione di denuncia del NYT su Trump inglobata negli archivi di OpenAI? Questo, sia nel bene che nel male.
Class editori è una formica, rispetto al NYT ma, nel bene e nel male, vogliamo che anche attraverso AI generativa autonoma, il lettore sappia da dove arrivano le informazioni, i dati, le analisi che andrà a leggere. In altre parole, la decisione di realizzare in via indipendente un sistema di AI generativa autonoma, che certamente è il futuro dei sistemi di informazione, non è dipesa tanto dall’offerta ricevuta (tutt’altro che modesta) per i diritti dei nostri archivi quanto dalla volontà di essere leali e trasparenti rispetto a tutti i nostri lettori, che in questi 40 anni ci hanno scelto. E non è casuale che MFGpt sia la prima AI generativa autonoma in Italia (e tra le prime in Europa). Se avessimo accettato le offerte avremmo incassato soldi senza doverci impegnare nella realizzazione del sistema che oggi, oltre che il primo, è anche trasparente. Se MFGpt dovesse dare risposte inadeguate ai fruitori la responsabilità sarà solo nostra, non frutto di un mix informativo di varie fonti.
Anche perché il nostro sistema, come del resto altri negli Usa, può operare non solo se interrogato in qualsiasi momento con specifiche richieste (e se il sistema non avesse elementi per poter rispondere lo dichiarerebbe), ma allo stesso tempo gli si può chiedere di poter ricevere regolarmente, ogni mattina, tutte le informazioni e i dati su temi e realtà a cui un utente-lettore è interessato. Esse, con MFGpt, arrivano regolarmente con il ritmo e il risultato quasi di un quotidiano personale. Allo stesso modo si possono costruire tutti i confronti di dati e analisi, di cui ognuno può avere bisogno. Ci sono tutti i servizi più avanzati, dalla traduzione simultanea, a un podcast quotidiano ascoltabile con facilità.
Ovviamente, del risultato raggiunto a Class editori siamo tutti orgogliosi, a cominciare dalle redazioni di MF-Milano Finanza, Class CNBC e MF Newswires, guidate rispettivamente da Roberto Sommella, Andrea Cabrini e Filippo Buraschi, ma in particolare deve esserlo Roberto Bernabò, che, come ho già raccontato, conobbi (anche se avevamo amicizie professionali in comune) in una riunione del consiglio direttivo della Federazione editori.
Si doveva decidere chi dovesse affrontare per conto della Fieg varie problematiche sui diritti con Google e l’ingegner Carlo De Benedetti, allora proprietario del Gruppo Repubblica, con la sua consueta veemenza suggerì di affidare il dossier a Roberto Bernabò, «un toscano che lavora nel mio gruppo», per la sua grande competenza digitale. Successivamente Bernabò lasciò Repubblica che De Benedetti aveva ceduto a John Elkann, per un’altra casa editrice ma dopo poco tempo lo abbiamo accolto in Class Editori a braccia aperte e, con l’attività di un giovane e preparatissimo ingegnere nucleare, in pochi mesi ha battuto tutti nella corsa alla AI generativa autonoma di Class editori.
Dopo trent’anni, e come si vede non per merito mio, Class editori è il primo a offrire la prima, straordinaria soluzione di intelligenza artificiale generativa autonoma in Italia e tra i primi in Europa. Ci era successo, appunto 30 anni fa e, con il lancio per primi del sito internet arrivammo a capitalizzazioni di borsa altissime. Ma non è per questo obiettivo finanziario che ci siamo impegnati giorni e notti.
È, in primo luogo, per conservare la nostra indipendenza anche all’interno della nuova frontiera digitale della AI generativa autonoma. La nostra esperienza, a partire dal 24 prossimo sarà messa a disposizione dei soci dell’European Business Media (Ebm) che riunisce 40 editori europei indipendenti e di cui, per alcuni anni, abbiamo avuto la guida con Gabriele Capolino presidente. La riunione, significativamente, sarà a Istanbul, città talvolta usata per incontri fra il mondo occidentale e quello orientale anche se i soci sono tutti europei.
Non posso nascondere che nel tempo in cui il presidente degli Stati Uniti si permette di comunicare ufficialmente, anche per tutti gli annunci più importanti, attraverso Truth, il social di proprietà della sua famiglia, come se la presidenza del più importante paese al mondo fosse un affare privato, la possibilità di non soccombere al dominio tecnologico americano (per non trascurare quello cinese) ci conforta prima ancora di inorgoglirci. E ci auguriamo che anche i nostri lettori condividano e possano al più presto usufruire di MFGpt.
Con la frase finale di saluto ai colleghi di Mediobanca, Alberto Nagel, il loro capo, ha citato Orazio, che tradotto dal latino, scrisse: «La Grecia, conquistata, conquistò il suo selvaggio vincitore», cioè Roma, spronando (Nagel) i colleghi a fare altrettanto per competenza e impegno. Ma l’ex-capo di Mediobanca nel saluto finale citando Orazio si è riferito a Roma o a Siena?
Più probabile e più corretto a Roma che a Siena, dove domina il buon senso e l’equilibrio. E Milano? Delfin e gli eredi del Martinitt Leonardo Del Vecchio? Eppure, quando ora tutto appare essersi concluso, non si può non ritornare a quando Nagel negò a Del Vecchio, già assistito da Francesco Milleri, di mettere 500 milioni di euro nello Ieo, l’ospedale dei tumori, e nel Monzino, l’eccellenza assoluta per il cuore. Certo, lo fece per impedire di passare a Del Vecchio il comando dei due ospedali, sacri a Enrico Cuccia, ma altrettanto certo, con il senno di poi, ci si deve domandare: ne valeva la pena, per quello che Del Vecchio e Milleri hanno fatto negli anni da allora a oggi?
Certamente Nagel non poteva saperlo. Ma poteva forse immaginarlo, leggendo la storia di Del Vecchio e Milleri? Molto probabilmente sì. Non lo fece e oggi, con dignità, ha citato Orazio. Che insieme a quanto ha fatto nei 22 anni in cui è stato capo di Mediobanca gli fanno meritare quanto meno, da parte di tutti, l’onore delle armi.
Nella Seconda guerra mondiale lo spettacolo più atroce fu la persecuzione degli ebrei. Come è possibile che lo stato ebraico compia ora atrocità come quella contro gli esseri umani palestinesi? Un’atrocità che fa diventare Benjamin Netanyahu atrocemente pari o quasi ai nazisti e coloro che li sostennero. Quanto pesa sulla voglia di guerra che serpeggia nel mondo il fatto che la stragrande maggioranza del popolo ebraico, in Israele e nel mondo, non abbia saputo fermare un capo del paese della ferocia e crudeltà di Netanyahu? Pensa forse al progetto di Donald Trump di trasformare la Palestina in una spiaggia infinita per miliardari, addirittura superiore alla Florida? Paradossalmente un dittatore come Vladimir Putin, impegnato a mandare avvisi con i droni esplosivi in Polonia e Romania, appare addirittura più umano di Netanyahu.
Gli italiani devono essere orgogliosi di avere un Presidente della Repubblica come Sergio Mattarella, che incurante del peso degli anni, e con lucidità da ventenne, percorre l’Italia e molti altri paesi per cercare di far ritornare governanti e cittadini al buon senso, alla consapevolezza umana, ai principi di un’autentica democrazia, senza la quale non possono esserci altro che catastrofi umane e politiche nel mondo intero. (riproduzione riservata)