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Meta, il Tar del Lazio dà ragione all’Agcom: violato il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo

11 aprile 2023, 16:30 Ultimo aggiornamento: 16:59

L’Autorità Garante delle Comunicazioni aveva multato la ex Facebook per aver permesso ad alcuni utenti business di effettuare sponsorizzazioni sul gioco d’azzardo nei confronti del pubblico italiano | Vestager: così imbriglio Meta, Google e le altre big tech

Il Tar del Lazio dà ragione all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) rigettando il ricorso di Meta Platforms Ireland (branca europea della ex Facebook) nei confronti della delibera del 14 dicembre 2022. L’Agcom, in quell’occasione, aveva sanzionato la big tech per violazione del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, stabilita dal decreto Dignità, in quando aveva permesso ad alcuni utenti business di effettuare sponsorizzazioni su Facebook per targettizare il pubblico italiano. In analoghe sanzioni erano incorsi altri colossi tecnologici, come Google.

Sanzione da 750 mila euro

Oltre alla sanzione da 750 mila euro, la delibera aveva imposto a Meta di impedire agli utenti business di caricare contenuti analoghi. A segnalarlo è stato il commissario Agcom Massimiliano Capitanio, che ha anche ricordato come questo sia stato il primo provvedimento sanzionatorio adottato da un’autorità amministrativa indipendente europea nei confronti di un social media «per aver consentito la diffusione di contenuti promozionali il gioco d'azzardo».

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Le ragioni del Tar

Meta aveva evidenziato come, a suo avviso, «Agcom pretendesse una sorveglianza attiva dei contenuti sponsorizzati e perciò imponesse di adattare il modello di business a un nuovo regime di responsabilità».

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha dato però ragione ad Agcom, stabilendo che l’ordinanza, tecnicamente definita notice & stay down, rappresenta un ordine specifico «limitato ai soli utenti business che hanno pubblicato i post oggetto del procedimento in questione» per i quali Meta «già oggi svolge una specifica attività di controllo preventivo che si estrinseca nel rilascio di una autorizzazione scritta alla pubblicazione della singola inserzione».

«La sentenza del Tar», ha detto Capitanio, «conferma ancora una volta l'importanza del ruolo regolatorio svolto da Agcom per imporre anche ai colossi del web il rispetto delle leggi e un maggior controllo dei contenuti che circolano in rete. Contro la piaga del gioco d’azzardo non sono ammissibili leggerezze». (riproduzione riservata)



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