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Mercati, ecco quanto vale oggi l’equivalente di 5 milioni di euro investiti 35 anni fa

22 aprile 2024, 02:56 Ultimo aggiornamento: 03 maggio 2024, 17:06

Se un ricco uomo d’affari, nel 1989, avesse investito il suo patrimonio in maniera equivalente tra borse italiane e americane, titoli di Stato, oro e un fondo comune, oggi avrebbe un patrimonio cresciuto di svariate volte. Ma nel mezzo è cambiato tutto (o quasi): la fotografia di una storia lunga 35 anni  | Il dossier sui 35 anni di MF | Paolo Panerai: i perché di un quotidiano finanziario in Italia. Oggi come ieri | Piazza Affari, dividendo in volata: in 35 anni le migliori azioni sono cresciute quasi del 9.000%. La classifica

Un ricco uomo d’affari, sul finire del decennio della Milano da Bere, decide di fare una pausa di lavoro effettuando un lungo di giro del mondo in barca a vela. Ma prima di partire investe la liquidità del suo ingente patrimonio sui mercati finanziari ripartendolo su panieri diversificati, come aveva sempre fatto.

L’equivalente di un milione di euro è destinato alle azioni che replicano l’indice Mib 30, oggi Ftse Mib. Un altro milione va sulle 500 azioni che compongono l’indice S&P 500, uno viene impiegato in titoli di Stato italiani, un altro nell’acquisto di lingotti d’oro, mentre con l’ultimo milione acquista quote di un fondo comune azionario, come gli aveva suggerito di fare un amico di ritorno da New York.

Quanto valgono oggi quei 5 milioni

Nel suo giro del mondo il nostro immaginario uomo di affari si ferma in una località del Pacifico, dove alla fine trascorre 35 anni della sua vita. Nel 2024, chiude la sua esperienza intorno al mondo e torna a Milano, dove fa un bilancio con l’edizione corrente di MF-Milano Finanza (il cui primo numero era uscito pochi giorni prima della sua partenza per il viaggio in barca a vela), dell’andamento del suo tesoretto investito sui diversi panieri.

Questi i risultati a sorpresa: i 5 milioni del 1989 oggi sono diventati 43. Sono cioè cresciuti del 760%, al netto dell’inflazione ovviamente. Il milione investito nell’indice Ftse Mib ora ne vale 3,2. Il denaro scommesso sull’S&P 500 vale ben 17,8 milioni, i suoi lingotti 5,7 milioni, e il fondo comune - aveva scelto l’Interfund International Security New Economy di Fideuram - ne vale 8,7. Anche il Btp gli ha dato qualche bella soddisfazione: il suo investimento obbligazionario, di volta in volta rimodulato in base alle varie scadenze dei titoli, oggi è arrivato a 7,4 milioni. Insomma, senza nemmeno aver impiegato un giorno per la gestione il patrimonio del ricco uomo d’affari si è moltiplicato per circa 8 volte e mezza.

Ecco come il mondo è cambiato

Quello che il nostro non sa è che in questi 35 anni il mondo è cambiato radicalmente, e con esso la finanza e i mercati, in Italia e nel mondo intero. Prima la caduta del muro di Berlino e lo scioglimento dell’Unione Sovietica, poi la prima bolla finanziaria del Nasdaq e delle dotcom, appena prima dell’attentato alle Torri Gemelle di New York. E ancora, la grande crisi finanziaria successiva al collasso della Lehman Brothers, la pandemia da Covid-19, il ritorno della guerra in Europa dopo oltre 70 anni. Nel frattempo, l’Italia passava dalla Prima alla Seconda Repubblica, il padre della tv privata Silvio Berlusconi diventava presidente del Consiglio, le grandi famiglie imprenditoriali del Paese, tra mille vicissitudini, cambiavano forma e identità. Che sorpresa deve essere stata per quest’uomo d’affari degli anni Ottanta vedere la vecchia Fiat inglobata dentro Stellantis, un conglomerato nato dall’acquisizione della Chrysler prima e della fusione con Peugeot poi. Ed è solo l’esempio più lampante.

La corsa del Nasdaq e di Shanghai

In 35 anni sono cambiati la geografia e i protagonisti dell’alta finanza. Al posto delle grandi banche oggi le borse mondiali sono dominate dai titoli tecnologici trainati dagli sviluppi dell’intelligenza artificiale. Quelle che erano nate come strutture per la difesa, a disposizione dei comandi delle forze armate, oggi sono l’infrastruttura di rete imprescindibile per la vita di tutti i giorni, e quindi del mercato finanziario. Il Nasdaq Composite, listino americano dedicato ai titoli tecnologici, in questi 35 anni è cresciuto del 3.932%, e continua a macinare massimi storici. L’S&P 500, l’indice delle principali società quotate alla borsa americana, è salito del 1.677%. Ha fatto meglio soltanto l’indice cinese di Shanghai-Shenzen: +2.977%. Altro segnale del fatto che il mondo è cambiato: chi avrebbe detto che la Cina, a partire dall’anno delle rivolte di piazza Tienanmen, sarebbe diventata il secondo mercato al mondo e una roccaforte dell’economia di mercato (seppur con uno Stato sempre molto presente)?

Italiani, ancora Bot people?

L’Italia, in questo contesto, ha giocato una partita più da comprimaria che da protagonista assoluta. Piazza Affari in 35 anni ha visto il suo valore crescere del 222%, in linea con la borsa di Londra, un po’ peggio di Parigi, notevolmente più in basso rispetto a Francoforte. Perso il grande treno della rivoluzione tecnologica – al pari del resto d’Europa – il listino milanese ha mantenuto la sua forte vocazione bancaria e in parte industriale, scontando un po’ in termini di performance rispetto alle altre piazze finanziarie del Continente.

Mentre gli italiani, tradizionalmente molto affezionati ai titoli di Stato, hanno mantenuto la loro predilezione per il Btp: l’indice Ftse Eurozone Btp, che considera la performance di un paniere di titoli di Stato del Tesoro, nel corso dei 35 anni ha offerto un ritorno del 641%, il 6,2%. Un dato che è riuscito a battere l’inflazione, al 147%. Di fatto, soltanto la borsa di Tokyo (+24%) ha perso la lunghissima maratona contro il carovita italiano.

A proposito dello spread...

Nel frattempo, le cronache - e non solo finanziarie - si sono riempite di riferimenti allo spread, il differenziale tra il Btp decennale e il Bund tedesco di pari durata. Quello che fino all’inizio degli anni ‘90 era un complesso indicatore tecnico utilizzato solo dagli analisti di Bankitalia (e dall’allora governatore Carlo Azeglio Ciampi, scrivevano i giornali dell’epoca) è diventato, a partire dal 2009, il parametro di riferimento per capire lo stato di salute dell’economia.

...e del risparmio gestito

Nel frattempo il risparmio gestito, un modo di investire all’americana che in Italia era stato introdotto negli anni ‘80 dal pioniere Ennio Doris di Banca Mediolanum, è diventato il mezzo comune per approcciarsi ai mercati tramite fondi, Etf e non solo. La società di analisi finanziari Fida ha scovato gli highlander del risparmio gestito italiano, che si possono vedere nella tabella in basso: i fondi di diritto domestico o estero che hanno uno storico di almeno 35 anni.

Se un investitore paziente (come il protagonista della storia di inizio articolo) avesse tenuto il suo denaro allocato in un fondo per tutto l’orizzonte di tempo, potrebbe beneficiare oggi di performance che arrivano fino al 1.939%. È il caso del fondo North American Dividend di M&G: un comparo azionario che investe almeno l’80% del capitale in titoli di società americane e canadesi, con un approccio di gestione che cerca di individuare quelle aziende con potenzialità di crescita dei dividendi nel lungo periodo.

Mentre tra i comparti di diritto italiano alle prime posizioni ci sono il già citato fondo di Fideuram focalizzato sui titoli dell’informatica e della tecnologia (+766% nei 35 anni), il veicolo Azioni Internazionali di Arca sgr (+560%), il Selezione Globale di Anima sgr (+533,5%). In totale, il rendimento medio dei fondi italiani è del 335%, che passa al +538% per gli esteri.

La lezione del passato (e di Warren Buffett)

Quale lezione si può imparare da questo lungo excursus? Forse la principale è che, nel lunghissimo periodo, il mercato è in grado di dare belle soddisfazioni a chi decide di investirci, anche correndo qualche rischio in più tramite le borse. Tra i fondi, d’altronde, per trovare il primo comparto a reddito fisso bisogna aspettare fino alla quattordicesima posizione per quelli di diritto italiano, e fino alla quinta per gli esteri. Come insegna Warren Buffett, che ha battuto il mercato ben 38 volte su 57, gli investitori pazienti vengono sempre premiati. (riproduzione riservata)



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