I passi in avanti sui dazi hanno supportato in modo significativo il sentiment sulle azioni globali, annullando quasi tutto il calo generato dagli shock sulla politica commerciale americana. Nonostante rischi molto elevati, ex-post la mentalità buy the dip (acquistare sulla debolezza) ha ancora una volta pagato sul mercato americano, grazie soprattutto ad una fortissima partecipazione del segmento retail, scrive l’area investimenti di Ersel nell’outlook giugno 2025.
Grande sostegno è arrivato dalla reporting season, in particolare con le mega-cap che hanno in larga parte sgombrato il campo da alcuni dubbi tornando ad ampliare il gap di crescita con il resto dell’indice Usa. La componente centrale di questa reporting, la guidance in seguito agli annunci sui dazi, si è dimostrata migliore di quanto si temesse.
I mercati europei rimangono al passo di quelli americani anche nella risalita, grazie soprattutto al contributo di banche e difesa, continua l’area investimenti di Ersel. Generalmente la performance europea appare sostenuta dall’elevata esposizione a fattori value e yield che sono stati particolarmente privilegiati negli ultimi mesi, oltre che correlati con il fattore momentum. Escludendo le megacap Usa lo spread di crescita con S&P 500 per il 2025 si è parzialmente chiuso, giustificando anche l’avvicinamento in termini di multipli, che ora appaiono fair e in linea con la media storica di lungo periodo.
La de-escalation con la Cina, il clima favorevole intorno ai negoziati commerciali, i solidi utili del primo trimestre e la tenuta dei dati macroeconomici «hard» hanno contribuito a un diffuso orientamento risk on sui mercati, con riflessi anche sulle valute.
Ultimamente, sempre con più insistenza, i tweet del presidente statunitense, Donald Trump, sembrano orientarsi verso una qualche forma di stimolo fiscale. «I numeri ventilati non sono trascurabili. Si verrebbe così a sovrapporre un altro tipo di impulso, reflazionistico, che sposterebbe di molto l’attenzione sui «bond vigilantes» con ripercussioni anche sulle quotazioni del biglietto verde», avverte l’area investimenti di Ersel.
Un consiglio: data l’entità del movimento del cambio dollaro-euro da inizio anno, è opportuno guardare ai modelli strutturali per valutare l’entità del disallineamento ancora presente. In sintesi «la modellistica sui cambi in house e di terzi è molto allineata nel considerare lo yen sottovalutato. Sul dollaro i modelli di equilibrio fondamentale sono per un prolungamento del movimento di debolezza della valuta americana su un paniere di valute, meno sul singolo cross euro-dollaro. Quindi indicazioni ancora pro-euro, ma forse il grosso del movimento è stato fatto», precisa l’area investimenti di Ersel.
Nel complesso, dunque, questa volta il flusso di notizie ha sorpreso in positivo le attese, dato che la riduzione delle tariffe reciproche tra Stati Uniti e Cina è risultata molto significativa. Pertanto, «vi sono concrete possibilità che lo scenario di riferimento debba nuovamente essere rivisto, questa volta in positivo», prevede l’area investimenti di Ersel. L’aggiustamento dei mercati, già intonati positivamente per la speranza di un esito favorevole, è risultato istantaneo, lasciando poco spazio di manovra per una gestione dinamica proattiva delle quote azionarie.
Per quanto riguarda le obbligazioni è opportuno un posizionamento pieno sulla duration, soprattutto per i portafogli multiasset, per compensare i rischi legati agli investimenti nell’ambito delle azioni e del credito. «Tra le obbligazioni societarie continuiamo a preferire le emissioni con alto merito creditizio; le emissioni del settore finanziario offrono ancora un extra-rendimento interessante e continuano a essere ben rappresentate nei portafogli», suggerisce l’area investimenti di Ersel che, invece, mantiene un
atteggiamento prudente sul credito a maggior rischio.
Mentre per le azioni consiglia posizionamenti prudenti, ma non rinunciatari per la quota azionaria complessiva. In un contesto altamente incerto «manteniamo un’ampia diversificazione per Paesi, settori e fasce di capitalizzazione. Guardiamo con attenzione agli sviluppi della politica economica in atto in Cina, le cui relazioni commerciali con gli Stati Uniti, come abbiamo visto, sono da ricondursi a uno scenario ancora molto fluido. Infine, per le valute c’è un parziale recupero del dollaro su una fase di «de-escalation» delle guerre commerciali e le esposizioni sono invariate rispetto al mese scorso. Alcuni portafogli multiasset», conclude l’area investimenti di Ersel, «hanno investimenti sulle materie prime, tramite strategie diverse anche in funzione dei rispettivi obiettivi di rischio e di rendimento».
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