Il patto di consultazione di Mediobanca boccia l’ops di Montepaschi e registra due nuovi ingressi che portano l’accordo parasociale a quota 11,87% (dal precedente 11,62%). È questo l’esito dell’assemblea dei soci storici della banca che si è tenuta mercoledì 19 febbraio in Piazzetta Cuccia.
Del patto fanno già parte Finprogr della famiglia Doris, che ha di recente arrotondato la sua quota allo 0,96% del capitale totale di Mediobanca, Mediolanum (3,49%) e con quote minori Monge, Lucchini, Gavio, Pecci, il gruppo metallurgico Ferrero, Vittoria Assicurazioni (famiglia Acutis), Valsabbina investimenti.
A entrare nella compagine sono Afl srl, controllata da Federico Falck con lo 0,13% (1,1 milioni di azioni), e lo stilista Alberto Aspesi (direttamente e tramite la controllata Bocca di Rosa srl), con lo 0,33% (2,7 milioni di azioni).
Gli ingressi nel patto stanno compensando le uscite dei pacchetti in portafoglio al gruppo Gavio, un altro storico azionista di Piazzetta Cuccia. Prima di Aspesi e di Falk il patto era sceso infatti all’11,4%.
I soci storici hanno infatti preso atto della vendita dello 0,21% di Mediobanca da parte di Gavio attraverso la holding Aurelia. Da fine gennaio, Aurelia, la holding della famiglia piemontese, ha messo sul mercato lo 0,2% della merchant bank scendendo dallo 0,82% allo 0,63% del capitale.
Come rivelato da MF-Milano Finanza, Gavio punterebbe ad azzerare la storica partecipazione per non doversi schierare nella contesa in corso per Mediobanca tra gli scalatori di Mps e la difesa dello status quo rappresentata dall’amministratore delegato Alberto Nagel, che gode del consenso dei grandi investitori istituzionali.
L’assemblea ha inoltre confermato presidente Angelo Casò e i componenti del comitato Massimo Doris e Alberto Pecci. Sono stati inoltre esaminati i risultati semestrali al 31 dicembre di Mediobanca, approvati dal cda il 10 febbraio, che «confermano la validità del modello di business specializzato, incentrato sul wealth management ed il private investment bank, in grado di offrire importanti e distintive opportunità di crescita nell’ambito del piano One brand – One Culture.
Gli azionisti hanno infine «preso atto, condividendole, delle valutazioni preliminari del board di Mediobanca in ordine all’inadeguatezza dell’offerta pubblica di scambio promossa da Mps», conclude la nota. (riproduzione riservata)