Mediobanca ribatte a Francesco Gaetano Caltagirone in vista dell’assemblea del 21 agosto, chiamata a pronunciarsi sull’ops per Banca Generali. Ieri la merchant bank ha precisato che l’assise dovrà solo confermare al board i poteri sospesi dalla passivity rule legata all’offerta di Mps: parlare di «delega in bianco» è giuridicamente infondato poiché l’assemblea non si sostituisce all’«organo gestorio» ma può autorizzare operazioni durante un’opa.
Oltre ad aver sottolineato la necessità di chiamare un’assemblea straordinaria (e non ordinaria) con i relativi quorum maggiorati, Caltagirone aveva contestato anche la mancanza di informazioni sugli accordi strategici commerciali con Generali e la controllata guidata da Gian Maria Mossa. Ma Mediobanca ha replicato che si tratta della conferma e dell’estensione di intese già vigenti, approvate dal consiglio di Banca Generali - dove fra l’altro siedono rappresentanti del gruppo romano come Azzurra Caltagirone, figlia del costruttore – e comunicate al mercato ad aprile. Caltagirone ha chiesto anche chiarimenti sui rischi di esecuzione legati allo scambio di azioni proprie. La merchant ha risposto però richiamando la relazione illustrativa, che ne attesta la piena compatibilità normativa e l’assenza di rischi, nel rispetto della parità di trattamento tra azionisti.
Per Piazzetta Cuccia infine l’ops «rappresenta una significativa opportunità di crescita coerente con gli obiettivi strategici del gruppo. Di fronte alla forte valenza industriale e finanziaria di questo progetto e in presenza dell’offerta Mps, contraddistinta, al contrario, da totale inadeguatezza, sia strategica che finanziaria, il board ha ritenuto non solo doveroso, ma anche particolarmente opportuno che siano gli azionisti ad esprimersi sulle differenti opzioni strategiche per Mediobanca», ha sottolineato la nota.
La merchant ha ricordato infine come dall’unione con Banca Generali nascerebbe un leader europeo del wealth management da oltre 200 miliardi di masse, con oltre il 50% dei ricavi derivanti da gestito e un rendimento atteso dell’8% che, grazie a 300 milioni di sinergie, innescherebbe un ulteriore re-rating del titolo Mediobanca.
Dopo le raccomandazioni dei britannici Iss e Pir, ieri è arrivata anche la conferma del giudizio favorevole di giugno sulla scalata di Piazzetta Cuccia a Banca Generali da parte dell’americana Glass Lewis. Il proxy advisor a stelle e strisce ha raccomandato nuovamente agli azionisti di votare il via libera all’ops.
«Continuiamo a ritenere che gli azionisti di Mediobanca dovrebbero sostenere la proposta della società e rileviamo che il rapporto di cambio proposto nell’offerta rimane invariato», hanno scritto da Glass Lewis. «Constatiamo che la banca ha adottato misure per agevolare le trattative con Generali al fine di contribuire al completamento dell’offerta, compresi gli sforzi per affrontare la condizione sospensiva secondo cui Mediobanca, Generali e Banca Generali devono negoziare e sottoscrivere un accordo di partnership industriale di lungo termine», ha proseguito il proxy advisor a proposito dei contenuti della partnership commerciale con la galassia del Leone.
Inoltre «è probabile che gli investitori siano a conoscenza del fatto che il titolo della società continua a essere scambiato a un valore superiore rispetto al valore implicito dell’offerta di Mps per le azioni della banca (ieri sconto a quota 2,28%, ndr). Pertanto non troviamo motivi per modificare la nostra precedente raccomandazione in questa fase», hanno concluso da Glass Lewis, rimandando al giudizio più compiuto di giugno. In vista dell’assemblea, poi rinviata, Glass Lewis definiva l’ops su Banca Generali «un’opportunità rilevante» per gli azionisti di Mediobanca. (riproduzione riservata)