Da grandi patrimoni derivano grandi responsabilità. Non solo il numero degli immobili pubblici va ottimizzato, continuando dunque con il processo di dismissione e/o locazione, ma serve anche un’imponente opera di efficientamento degli edifici pubblici (in uso e non), tagliando così radicalmente i costi di manutenzione e quelli energetici. Solo in questo modo il mattone pubblico riuscirà ad avere «impatto positivo sull’economia, generare una riduzione della spesa a carico del bilancio dello Stato, un calo del debito pubblico a fronte dell’incremento patrimoniale attivo dello Stato nonché una maggiore attrattività per l’investimento privato e la rigenerazione dei territori».
Questo si legge nell’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per il biennio 2025-27 del ministero delle Finanze, di fatto andando a richiamare i principali capisaldi della campagna del Tagliadebito promossa da anni da Class Editori e sposata apertamente dal ministro Giancarlo Giorgetti anche ai microfoni di Class Cnbc.
Nel percorso di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica infatti, scrive il dicastero di via XX Settembre, «sono ricomprese prioritariamente le azioni dirette ad assicurare un’efficiente gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato, allo scopo di ottimizzare il rendimento economico del patrimonio disponibile e perseguire la massima efficienza nella gestione e nell’utilizzo del patrimonio indisponibile e, in particolare, degli immobili concessi in uso governativo, al fine di ridurre la relativa spesa a carico del bilancio dello Stato e, in primo luogo, la spesa per locazioni passive e quella di funzionamento, con particolare riferimento a quella energetica». Centrale sarà sicuramente il ruolo della Cabina di Regia, istituita presso il Mef e guidata dalla sottosegretaria Lucia Albano.
Ma il testo di 64 pagine redatto dal ministero guidato da Giorgetti riconosce un compito fondamentale all’Agenzia del demanio che proprio per contribuire al conseguimento degli obiettivi di bilancio «proseguirà le attività di cessione degli immobili in gestione non strategici in quanto non necessari a soddisfare fini istituzionali nonché di valorizzazione economico-socioculturale con l’obiettivo prioritario di ottimizzare la composizione del portafoglio, riducendo i costi di gestione». E allo stesso tempo il Demanio andrà a mettere in locazione o in concessione «gli immobili non destinati a soddisfare fini istituzionali per i quali queste due fattispecie, ivi compresa quella con investimenti di terzi, si presentino più vantaggiose rispetto alla vendita anche attraverso il conferimento/apporto a fondi, inclusi quelli istituzionali, mantenendo la proprietà di quote».
Sempre in ambito immobiliare ma privato, il Mef da qui al 2027 andrà a potenziare in ottica di contrasto all’evasione i controlli catastali attraverso la mappatura delle proprietà che non risultano aggiornate e in particolare degli immobili che hanno beneficiato dei bonus edilizi dal 2019 senza poi ricalibrare il valore dell’edificio. (riproduzione riservata)