L’auspicio iniziale era di non presentare emendamenti. Almeno nella maggioranza, si intende. E invece i motori sono già caldi, così come le richieste dei diversi partiti. «La legge di bilancio dà il senso di quello che si fa in Parlamento. È una di quelle poche cose in cui le Camere ricoprono ancora un ruolo», dice il senatore della Lega Claudio Borghi a MF-Milano Finanza. Mercoledì 29 ottobre il disegno di legge farà il suo ingresso in Senato con la riunione della commissione Bilancio in cui siede anche Borghi. Ma l’iter sembra già in salita.
Domanda. Senatore Borghi, la Lega chiede di irrobustire il contributo delle banche alla manovra. È una minaccia o una necessità?
Risposta. Il nostro interesse non è far pagare di più le banche per il semplice gusto di farlo. Dopo la pubblicazione della manovra sono emerse delle esigenze di spesa ulteriori. E se servono più soldi, a nostro avviso, il posto più indolore dove reperirli è negli extraprofitti delle banche.
D. Il ministro Tajani dice che la parola extraprofitti non esiste…
R. L’intero settore bancario ha riportato quasi 100 miliardi di utili in due anni. È talmente grande il flusso di profitti da non poterli attribuire a una particolare capacità delle banche. Siamo contentissimi se prosperano, ma è giusto dire che stanno traendo vantaggi da una politica di governo profittevole. L’intero settore è in una situazione di windfall gain: basta guardare le quotazioni in borsa e i profitti record.
D. Che cosa pensa della riscrittura della norma sugli affitti brevi?
R. Qui si apre un discorso ideologico e non economico, anche perché il costo della misura è di circa 100 milioni. Qualcuno pensa che sia giusto penalizzare gli affitti brevi, che secondo alcuni danneggiano albergatori e affitti lunghi. Noi come Lega difendiamo i cittadini: è evidente che il piccolo aiuto fiscale era mirato a chi ha soltanto una casa in affitto.
D. Parlando ancora di casa, che futuro ha il Piano Casa promosso dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro Matteo Salvini?
R. È uno dei punti di discussione più importanti. Rendere fruibili migliaia di appartamenti di edilizia agevolata o popolare significa ristrutturarli e per farlo servono fondi. Vedremo se riusciremo a trovarli.
D. Rispetto ai tagli alle infrastrutture?
R. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato chiaramente che non si blocca nulla. È solo una razionalizzazione contabile delle risorse su diversi anni di intervento. Il traguardo più chiaro è quello di portare a termine opere, piccole e grandi, in due legislature. Abbiamo pensato in grande, speriamo di avere tempo e modo di vedere i risultati. (riproduzione riservata)