«Tutte le misure che interessano il settore finanziario e assicurativo convergono verso un obiettivo unitario che è quello di assicurare un contributo intorno al progressivo risanamento dei conti pubblici». Lo ha dichiarato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, durante il question time alla Camera.
Si tratta di un contributo «sostanziale», quantificato dal ministro in 4 miliardi per il solo 2026, che arriva da «un settore che in questi tre anni ha fortemente beneficiato sia di misure specifiche di accompagnamento al credito sia del migliorato rating sovrano italiano, con importanti riflessi sia sulla solidità che sulla redditività del sistema».
La manovra varata dal governo Meloni «prosegue con la riduzione del prelievo fiscale in particolare alle famiglie e ai ceti medi», ha poi detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo a un’interrogazione sul fiscal drag, ricordando come l’attuale esecutivo da quando si è insediato ha adottato misure specifiche a sostengo dei redditi.
«La Legge di Bilancio per il 2026», ha detto, «proseguirà nella riduzione del prelievo fiscale sulle famiglie, estendendo i benefici, finora mirati alla platea dei redditi medio-bassi, ai contribuenti con redditi medi».
Per sostenere in redditi, in particolare dei lavoratori dipendenti, «sono state complessivamente redistribuite risorse per 8,1 miliardi nel 2023, 16,3 miliardi nel 2024 e 18 miliardi a partire dal 2025. In termini di effetti distributivi, i lavoratori dipendenti, rientranti nelle fasce di reddito annuo tra i 15 mila e i 40 mila euro, hanno beneficiato di un aumento del reddito crescente negli ultimi tre anni».
Relativamente alle pensioni minime, il ministro ha spiegato che «l’intervento interessa tutti i pensionati in condizioni di disaggio effettivo e non riguarda pertanto solo gli over 70». Infatti, come noto, «l’accesso allo schema delle maggiorazioni sociali prevede una riduzione dell’età di accesso a tali benefici di un anno di età per ogni 5 anni di contributi». Il titolare del Mef ha quindi chiarito l’intervento in manovra «riguarda circa 1,1 milione di pensionati».
Venendo alle cifre, il ministro ha spiegato che «rispetto alla normativa vigente l’aumento è pari a 20 euro mensili. Ricordo a tale proposito che rispetto all'anno 2025, escludendo l'adeguamento all'inflazione, l'incremento è pari a 12 euro mensili. È prevista una spesa di 295 milioni di euro per il 2026». (riproduzione riservata)