«Stiamo lavorando a dei correttivi in manovra al regime fiscale forfettario per i Paperoni esteri che decidono di trasferirsi in Italia per incentivare il loro radicamento nel Paese e soprattutto per favorire gli investimenti in economia reale». Lo ha anticipato a MF-Milano Finanza Giulio Centemero, capogruppo della Lega in commissione Finanze.
La via giusta per l’Italia non è eliminare le agevolazioni per i super ricchi stranieri, perché «il Paese ha bisogno di attrarre capitali e talenti, e nondimeno perché evitano che gli high net individuals evadano le tasse». Però qualche miglioria va sicuramente apportata «adesso e con ogni probabilità anche in futuro: si dovrà continuare a osservare le evoluzioni nazionali e globali», anticipa il leghista presidente dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo.
L’ipotesi attualmente allo studio è subordinare l’accesso alla flat tax a 200 mila euro per i Paperoni a un livello minimo di investimenti «effettuati in Italia e orientati verso impieghi economicamente e socialmente virtuosi per il Paese». I super ricchi stranieri potranno decidere di «investire in strumenti di capitale di rischio, come azioni in società con sede legale in Italia e quotate nel segmento Euronext Growth Milan di Piazza Affari o quote di organismi di investimento collettivo del risparmio». Ma potranno optare anche per strumenti più tradizionali «come i Btp almeno decennali o investimenti in piani di risparmio a lungo termine». E ancora, aggiunge Centemero, c’è l’opzione investimenti in start up innovative o in fondazioni e associazioni che svolgono o promuovono attività di ricerca scientifica.
Invece la proposta del Pd (a prima firma della senatrice dem Cristina Tajani) per introdurre una sovrattassa comunale per i Paperoni stranieri «incarna un approccio errato e sarebbe solo controproducente», spiega il leghista. Da un lato l’incremento dei prezzi immobiliari nei centri città italiani, e soprattutto a Milano - la città più attrattiva per gli stranieri molto ricchi - non può essere «ricondotta al fenomeno dei neo residenti, che sono troppo pochi per riuscire a condizionare un trend, ma è frutto della scarsa gestione della gentrificazione». Il riferimento è a quel fenomeno che consiste nel collegamento tra centro città e periferie, descritto dal libro «Anche i ricchi piangono» (Baldini+Castoldi) scritto proprio da Centemero. Dall’altro lato, l’imposta addizionale comunale voluta dai dem «non garantirebbe risorse significative alle città ma andrebbe solo a disincentivare i consulenti fiscali dei Paperoni esteri a consigliare le nostre città». Il problema insomma «non sono i Paperoni», ma bisogna «saperli gestire al meglio», ribadisce.
Del ddl di Tajani è invece condivisa da Centemero, ma attuabile solo dopo l’entrata in vigore dei nuovi principi, la richiesta di prevedere una relazione annuale del ministero dell’Economia sull’entità degli investimenti effettuati in Italia dai Paperoni neo-residenti. «La trasparenza è sempre utile», conclude. (riproduzione riservata)