La manovra 2026 tenta di coniugare «l'efficientamento dell'impresa mantenendo sempre sotto controllo i conti pubblici», ha ribadito il viceministro dell'Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, intervenendo al convegno «Gli Aspetti tributari per le imprese della Legge di Bilancio 2026» organizzato da Assolombarda e Assonime.
Uno degli interventi «più significativi» riguarda l'iper ammortamento, che «dispiegherà effetti sino a settembre 2028», ha evidenziato il numero due del Mef.
Il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, pur apprezzando che «il percorso della riforma fiscale stia proseguendo e che su alcuni aspetti della manovra siano stati introdotti correttivi significativi, come per le compensazioni», ha precisato che permangono però «criticità rilevanti, come nel caso delle nuove regole sui dividendi e sulla PEX - per le quali auspichiamo un ritorno alla situazione precedente - e dell'Ires premiale, che è stata abrogata ma che avrebbe dovuto rimanere».
In particolare, per quanto riguarda l'Ires premiale, «si trattava di uno strumento migliorabile ma coerente con la legge delega e orientato a sostenere investimenti, capitalizzazione e crescita di lungo periodo». In una fase, ha spiegato Biffi, in cui alle «imprese è richiesto un forte sforzo di competitività, rinunciare a questa leva rischia di indebolire l'efficacia complessiva della riforma».
Anche Massimo Tononi, presidente di Assonime, è partito riconoscendo la «strategia prudente della legge di bilancio 2026» ma rilevandone una componente fiscale «insoddisfacente in quanto aumenta la complessità fiscale per le imprese». Di fatto la manovra «non esprime una chiara strategia di politica economica e si caratterizza per una sommatoria di interventi frammentati e di breve respiro senza soprattutto contribuire agli sforzi di semplificazione e stabilità delle norme tributarie che, su altro fronte, la riforma fiscale cerca di perseguire». (riproduzione riservata)